23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 09:49:00

Cronaca

Porto di Taranto, mozione in Consiglio comunale

Capriulo, Liviano e Venere: “Ora un’accelerata in favore dello sviluppo commerciale dello scalo tarantino e della tutela dei posti di lavoro”


Una mozione da discutere nel prossimo Consiglio Comunale di Taranto in cui si chiede  di “fare chiarezza sulle reali ragioni per cui il Porto commerciale non solo non si sviluppa ma anzi rischia di chiudere definitivamente, con la perdita di migliaia di posti di lavoro e la speranza di un futuro diverso”. A depositarla sono stati i consiglieri comunali Dante Capriulo, Gianni Liviano e Francesco Venere.

“Le problematiche del porto hanno fondamentale rilevanza per la città di Taranto e per il suo sviluppo economico futuro – si legge nelle premesse del documento –  nel consiglio del 30 settembre 2014, a seguito delle vibrate sollecitazioni dei lavoratori portuali, il Consiglio Comunale, all’ unanimità ha approvato atto d’indirizzo per affrontare le problematiche occupazionali dei lavoratori del Porto. Già l’11 settembre 2013 il Consiglio Comunale aveva approvato una atto d’indirizzo per richiedere l’istituzione del Porto Franco o della zona ad economia speciale per Taranto”.

In più, “perdura la cassa integrazione per oltre 600 lavoratori della T.C.T. ed è grave l’impatto sulle migliaia di lavoratori dell’indotto (trasportatori ed altri) a causa del blocco della attività commerciali del porto”. “Continua il sostanziale trasferimento di tutte la attività di movimentazione container da Taranto al Pireo (Grecia) da parte della holding che ha in concessione la banchina del molo polisettoriale (Hutchison, Evergreen, GSI) costituenti la Taranto Container Terminal SpA”. I tre consiglieri evidenziano anche “la lentezza dei lavori previsti nel porto, ritardati da continui stop giudiziari e la conversione in legge del D.L. n. 1 del 2015, che all’art. 7 introduce norme sul porto di Taranto”
Alla luce di queste considerazioni “appare necessario verificare gli impegni assunti nell’incontro tenutosi a Roma, il 30 ottobre 2014, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Delrio”. “Tutti ritengono strategico per il diverso futuro economico della città lo sviluppo commerciale e la retroportualità, ma le attività commerciali del porto stanno subendo una drammatica crisi che mette a serio rischio le opportunità di sviluppo e di tutela occupazionale dei lavoratori, diretti e dell’indotto. Sembra – aggiungono i firmatari della mozione – che la vera intenzione sia quella di penalizzare lo scalo portuale Jonico a favore di altri porti nazionali ed europei”.

La mozione prevede che “il Consiglio Comunale solleciti il Governo nazionale ed i parlamentari locali, il governo regionale ed i consiglieri regionali, il governo provinciale ed i consiglieri provinciali, il Sindaco, l’Autorità Portuale, le rappresentanze economiche, sindacali e sociali del territorio ad attivarsi per la individuazione di soluzioni concrete e rapide in favore dello sviluppo commerciale del porto e della tutela delle migliaia di lavoratori coinvolti, anche attraverso la richiesta di una nuova convocazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e con l’individuazione di norme a sostegno dell’incremento dei traffici portuali, e delle retroportualità, nell’ambito della conversione del dl n. 1 del 2015 (Porto Franco o Z.E.S.)”.

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