25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

Vivono al freddo e con una portatrice di handicap: non saranno abbandonati

Si spera possano esserci novità positive a breve


Si spera possano esserci prossime concrete novità positive “in casa” della famiglia Lapenna-Raimondi, originaria della Puglia ma da anni trasferita a Santa Croce sull’Arno in provincia di Pisa dove vive tutt’ora con una figlia 21enne disabile grave, in una casa Apes (come il nostro Iacp, ndr) inadatta di fatto ad ospitarli.

La notizia è che mercoledì 11 febbraio prossimo un dirigente tecnico dell’Apes di Pisa, di fiducia dello stesso presidente dell’Apes, farà visita alla famiglia Lapenna-Raimondi per un sopralluogo, tecnico soprattutto, all’esito del quale si dovrebbe poi poter procedere ad individuare il tipo di intervento migliore possibile per il loro futuro, a sostegno soprattutto della giovane Annagrazia.

La parola è di Lorenzo Bani, presidente appunto dell’Apes di Pisa.

In queste ore infatti con una telefonata al direttore del quotidiano Quipuglia, Giovanni di Noi, durata circa 10 minuti e conclusasi intorno alle 14.30, il presidente Lorenzo Bani, ha detto chiaramente che si interesserà al caso della famiglia pugliese in condizioni di oggettivo disagio abitativo. E che farà di tutto per eliminare ogni ostacolo al regolare corso della regolare vita quotidiana di Annagrazia.

La conferma, peraltro, viene direttamente anche dalla stessa famiglia Lapenna-Raimondi la quale spiega di avere ricevuto una telefonata con la quale si chiedeva loro un appuntamento in casa per la giornata di mercoledì prossimo.

“Non ci sembra vero – è stato il loro entusiasta commento a caldo – che l’Apes nella persona del suo presidente si sia interessato in maniera così diretta al nostro triste caso ed alle condizioni negative di vivibilità nelle quali ci troviamo oggettivamente nostro malgrado. Annagrazia e tutti noi ci sentiamo lusingati, davvero. Ringraziamo il presidente Lorenzo Bani per quanto vorrà fare per Annagrazia”.

Nei giorni scorsi, lo ricordiamo, l’Sos era stato lanciato proprio dalla famiglia Lapenna-Raimondi poiché la casa dell’Apes di Pisa nella quale vive a Santa Croce sull’Arno è fredda, umida e piena di barriere architettoniche.

Della loro storia toccante e dell’appello della stessa famiglia Lapenna-Raimondi si sono subito interessati intanto i quotidiani “La Nazione”, “Buonasera Taranto” e “Quipuglia”.
Da qui l’appello pubblico della famiglia ha varcato i confini e dalla Toscana ha interessato anche la Puglia, con Taranto loro terra d’origine. Tutto ciò poiché nonostante i vani tentativi di mettersi in contatto formalmente con l’Apes di Pisa affinché potesse intervenire a sanare questa situazione oramai divenuta insostenibile, nessuno sembrava oramai più dare loro retta.

E dalla redazione del quotidiano Quipuglia era partita una Pec alla volta dell’Apes e del suo presidente, Bani per l’appunto. In queste ore così, dimostrando stile e professionalità, il presidente dell’Apes di Pisa Lorenzo Bani ha fatto chiaramente capire, con la sua telefonata diretta, di avere a cuore la situazione: in generale di tutti i casi e di chi, in particolare, come nel caso specifico di Annagrazia soffre già di suo e forse anche più degli altri.

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