Cronaca

Imu agricola, appello ai sindaci

Intervista con Luca Lazzàro, presidente provinciale di Confagricoltura che annuncia: il 27 febbraio faremo una grande manifestazione a Bari


Sull’Imu agricola il Governo non ha ascoltato le fortissime voci di protesta che si sono levate dal mondo agricolo, eppure i Comuni fanno ancora in tempo a metterci una pezza. La pensa così Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura, che su questo “terreno scivoloso” ha schierato la sua organizzazione in prima linea nel tentativo di accendere una luce di speranza, seppur fioca, nel groviglio dell’imposta che sta facendo impazzire gli agricoltori della nostra provincia e, ovviamente, d’Italia. Anche coinvolgendo direttamente i sindaci in un faccia a faccia che, la scorsa settimana, ha messo di fronte le difficoltà degli agricoltori con i tagli operati nei bilanci comunali.

L’Imu proprio non vi piace?
´L’unica certezza è che l’Imu imposta dal Governo è per noi profondamente iniqua, perché tassa la terra che è un mezzo di produzione. Il Governo non può pesare ulteriormente e ingiustamente sui redditi delle aziende agricole già in fortissima difficoltà. Si tratta, voglio ribadirlo, di un ulteriore e inaccettabile inasprimento fiscale e per questo abbiamo chiesto la sospensione e la revisione delle tabelle Istat”.

E’ possibile uscire da questo tunnel?
´Intanto, lo Statuto del Contribuente prevede la possibilità di un ritardo di pagamento di due mesi in caso di mancanza di chiarezza di una situazione fiscale cui adempiere”.

Che cosa c’è di non chiaro?
´I criteri da applicare sono cambiati praticamente tre volte, oltre al fatto che per decreto si fa pagare un’imposta ex post, quella per il 2014, e questo non mi pare esattamente lineare, oltre che giusto. Del resto, quando si cambiano tre volte le regole in pochi mesi è naturale che il tutto sfoci in un ginepraio per i contribuenti, i soliti noti”.

Con il risultato che i Comuni esenti sono drasticamente calati.
´In Provincia di Taranto, sino al 2013, i Comuni totalmente esenti erano dieci. Ora sono cinque e lo sono soltanto parzialmente. È bastato abbassare l’asticella per par pagare quasi tutti. E in tutta Italia si tratta di 1601 comuni in più rispetto a prima”.

Ma la data del 10 febbraio è già scaduta.
´Sì e nei Caf delle organizzazioni di categoria si sono viste file notevoli: gli agricoltori non sfuggono ai loro doveri, però lo Stato deve metterli in condizione di adempiere piuttosto che vessarli. Tuttavia, i Comuni potrebbero ancora venire in soccorso degli agricoltori. Alcuni enti locali, in Puglia e in Basilicata per stare vicino a noi, hanno autonomamente prorogato la scadenza sino a marzo, aprile e qualcuno anche sino a giugno che, per noi, è una specie di dead line”

Sarebbe?
´Il 17 giugno è prevista la sentenza del Tar sul ricorso dell’Anci avverso il decreto governativo: sino ad allora sarebbe stato più  corretto sospendere tutto, come invano avevamo ripetutamente chiesto al Governo”.

Insomma, servirebbe chiarezza ma regna sovrana la confusione?
´Esatto. Del resto, le impugnative e le azioni di ‘salvaguardia’ che alcune amministrazioni comunali stanno intraprendendo in modo singolo e le notizie frammentarie che si accavallano segnalano che il quadro è piuttosto nebuloso”.

D’accordo, ma Regioni e Comuni possono davvero aiutarvi?
´Credo di sì e vi spiego come. Le Regioni in sede di Conferenza Stato-Regioni possono realizzare un’azione congiunta con Anci e i parlamentari interessati sul Governo: ricordo che i decreti vanno convertiti in legge, anche con cambiamenti. I Comuni potrebbero poi intervenire sul versante delle calamità, prevedendo situazioni di favore nelle zone colpite, ad esempio, da alluvioni: nella nostra provincia, purtroppo, certi eventi non sono eccezionali ma ricorrenti. E poi azzerando le sanzioni, nei casi di ritardi o mancati pagamenti”

E le organizzazioni di categoria?
´Noi possiamo alzare la voce e lo faremo il prossimo 27 febbraio a Bari, alle ore 9.30.  La manifestazione regionale partirà dal lungomare di fronte all’Assessorato‘all’Agricoltura e arriverà in piazza Prefettura.  La nostra protesta investirà l’Imu, il prezzo del latte e, in generale, la crisi del settore”.

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