25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca

Abusi sui nipoti, due arresti. La Cassazione conferma la pena

Lo zio delle vittime sconterà sette anni e mezzo e un suo amico oltre dodici anni. Erano tornati in libertà per decorrenza dei termini


Violenze sui nipoti in un appartamento del centro cittadino: in due devono tornare in carcere per scontare la pena.

Si tratta dello zio delle vittime, un quarantacinquenne che deve scontare sette anni e mezzo di reclusione e un suo amico, un sessantatreenne che ne deve scontare dodici e mezzo.

Quest’ultimo si è consegnato ai carabinieri dopo che la Cassazione ha confermato le condanne.  I due a novembre scorso erano tornati in libertà per decorrenza dei termini di custodia cautelare.

I giudici della Suprema Corte, accogliendo la richiesta del difensore dei due, avevano annullato la sentenza e disposto che il processo approdasse nuovamente in Corte d’Appello.

La sezione di Taranto della Corte di Appello di Lecce nel febbraio del 2011 aveva confermato la condanna a 16 e 13 anni inflitta dal Tribunale il 31 marzo del 2010 al quarantacinquenne e al sessantatreenne. Dopo che la Corte di Cassazione  aveva disposto un nuovo processo in Appello i giudici di secondo grado avevano anche ordinato una perizia psichiatrica sulle quattro vittime. La  Corte d’Appello aveva poi confermato le condanne e i due erano stato scarcerati i attesa della sentenza definitiva.
Nei scorsi è stata posta la parola fine per una sordida storia.  I due erano accusati di aver narcotizzato e costretto quattro minorenni (tre dei quali oggi hanno raggiunto la maggiore età) a subire abusi sessuali.

Le violenze sarebbero avvenute in un arco temporale di dieci anni. Le condanne, come detto, erano state confermate dai giudici della Corte d’Appello.  

Uno dei due era stato già condannato per un altro caso di abusi su minore e per quel motivo per lui era scattata l’aggravante della recidiva.Entrambi gli imputati si erano proclamati innocenti nel corso dell’iter procedurale. Ad accusarli però erano stati i ragazzi e i due presunti “orchi” erano stati arrestati dai carabinieri. L’inchiesta era stata avviata nel novembre del 2008 dopo la denuncia da parte della madre delle vittime.

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