Cronaca

Un fiume di danaro sta per riversarsi sull’Ilva. In arrivo 2 miliardi di euro

L'annuncio del Sottosegretario Delrio. A Roma anche i tir dell'indotto Ilva


«Nelle prossime settimane» l'Ilva «avrà grande liquidità e sarà in grado di pagare immediatamente i fornitori». E' l'impegno preso dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio che lo ha reso noto uscendo da Palazzo Chigi al termine di una giornata campale per il futuro del Siderurgico jonico e sulle imprese dell'indotto.

La dotazione finanziaria è di oltre 2 miliardi di euro. Soldi che saranno presto a disposizione dell'amministrazione straordinaria. I tempi? Appena il Parlamento convertirà in legge il decreto 'Salva-Ilvà. Il termine scade il 6 marzo, ma ricorrendo alla fiducia si potrebbe anche fare prima. 

Il vertice del Governo è cominciato intorno a mezzogiorno. Vi hanno partecipato, oltre a Matteo Renzi e a Delrio, il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, il viceministro Claudio De Vincenti, il sottosegretario Teresa Bellanova, i commissari straordinari dell'Ilva e i vertici di Cassa Depositi Prestiti.

E proprio la Cdp giocherà un ruolo decisivo nel trovare le risorse da mettere a disposizione dell'Ilva.

Cdp potrà infatti finanziare l'Ilva con prestiti, garantiti dallo Stato, fino a 400 milioni di euro. A questi soldi vanno ad aggiungersi le linee di credito riattivate dalle banche creditrici di Ilva. Intesa Sanpaolo metterà a disposizioni fidi per 200 milioni ai quali vanno ad aggiungersi i 60 milioni messi a disposizione da Unicredit.

Saranno sbloccati anche i 156 milioni di Fintecna. Infine, dovrebbero arrivare a brevissimo anche il miliardo e quasi 300 milioni di euro dei soldi sequestrati ai Riva e ancora tenuti in Svizzera.

Un fiume di denaro che, secondo una fonte, potrebbe arrivare già all'approvazione del decreto in Senato.

Dunque notizie più che positive per i lavoratori Ilva e dell'indotto. Notizie seguite con apprensione anche dai lavoratori delle imprese dell'autotrasporto, che da settimane protestano a Taranto e che nel pomeriggio sono arrivati a Roma per manifestare davanti a Montecitorio.

Le loro voci arrivavano distinte nelle sale di palazzo Chigi dove, nel frattempo, Renzi teneva la seconda riunione sul Siderurgico con i rappresentanti degli enti locali, i sindacati e Confindustria Taranto.

«Abbiamo constatato la tangibile attenzione e impegno da parte del governo», ha detto il sindaco di Taranto Ipazio Stefàno uscendo dalla riunione. «L'autotrasporto è stato considerato un servizio importante e i pagamenti riprenderanno non appena il decreto sarà legge».

L'ipotesi è quella di rendere prededucibili i crediti pregressi di fornitori e autotrasportatori, è poi già previsto un emendamento che rafforza a 30 milioni di euro il fondo di garanzia per le pmi a tutela dei crediti futuri mentre sembra ormai acquisito che la maggior parte delle imprese appaltatrici dell'Ilva saranno considerate creditori strategici.

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