14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 06:52:44

Cronaca

Babuscio sceglie il silenzio


TARANTO – Mario Babuscio sceglie di non parlare. Si è avvalso della facoltà di non rispondere nel giorno in cui avrebbe dovuto fornire la sua verità nel processo in cui è sfociata l’operazione antimafia Scarface. Elemento di spicco nel procedimento è quel Giuseppe Florio che viene indicato come leader, “promotore, dirigente e organizzatore” di quell’associazione per delinquere di stampo mafioso che avrebbe allungato prepotentemente i propri tentacoli sulla città, almeno secondo la ricostruzione del pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia che ha firmato le oltre settanta richieste di rinvio a giudizio passate al vaglio dell’udienza preliminare.

Dalle carte dell’inchiesta, emerge una sorta di romanzo criminale con il capoluogo ionico come scenario di una serie di attività illecite. L’associazione mafiosa, reato contestato a sei indagati, avrebbe agito “anche in collegamento con altre consorterie attive nella città di Taranto e nella provincia” e si sarebbe avvalsa “della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assog-gettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti di truffa in danno di banche ed intermediari finanziari” oltre a “trasferimento fraudolento di valori, estorsione, fabbricazione, detenzione e porto di armi esplodenti, furti aggravati, danneggiamenti, atti di violenza sulle cose e alle persone ed altri reati”. L’organizzazione avrebbe gestito dei raggiri tesi ad ottenere indebitamente l’erogazione di cospicui mutui bancari e prestiti grazie a documentazioni falsificate. Babuscio è già stato condannato, in abbreviato, ad un anno e quattro mesi di reclusione.

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