26 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Febbraio 2021 alle 19:45:35

Cronaca

Usura, arrestati dalla polizia padre e figlio

Sequestrati beni per 2 milioni di euro


MARTINA  FRANCA – Padre e figlio, entrambi commercianti, e il collaboratore di un notaio (scarcerato immediatamente dopo il fermo) sono stati arrestati, dalla polizia, per usura.

Gli agenti del locale Commissariato impegnati nel blitz “Affari di famiglia” ieri hanno notificato provvedimenti restrittivi a Leonardoantonio Calabretto, di 78 anni, e a suo figlio Giancarlo, di 36, titolari di una nota rivendita macchine usate e ad un 55enne, collaboratore di un notaio. Quest'ultimo, su decisione del Gip di Taranto Patrizia Todisco è stato rimesso in libertà su istanza dei suoi avvocati Gaetano Vitale e Ornella Arnese già nella serata di ieri. I legali, infatti, era stato coinvolto in una inchiesta parallela condotta dalla Finanza per la quale era stato già prosciolto dalle accuse.

A questo punto il Gip, su richiesta del Pm, ha deciso di disporre l'immediata revoca della misura cautelare. L'uomo lunedì sarà comunque interrogato dal giudice delle indagini preliminari per chiarire definitivamente la sua posizione.

Tornando all'operazione di ieri, la polizia ha posto sotto sequestro beni per due milioni di euro. Sotto chiave anche un capannone situato a Taranto e una villa ubicata a Martina Franca. Le vittime accertate sono una ventina.

I Calabretto nel luglio del 2014 erano stati  già arrestati dai militari della Guardia di Finanza, sempre per usura. Secondo l’accusa avrebbero gestito una rete di prestiti a strozzo applicando interessi ad un tasso compreso tra il 24% e il 470% annuo. L'inchiesta era partita nel 2012 dopo che i militari avevano riscontrato movimentazioni di grosse somme di denaro sui conti di una associazione sportiva nel cui consiglio direttivo vi era il più giovane degli inquisiti. Dai controlli su quei conti, i militari erano risaliti a padre e figlio, titolari dell’ autosalone.

Nel corso dell'indagine i militari avevano anche sequestrato documentazione contabile e uno scadenzario i cui erano riportati i rapporti economici tra i due imprenditori e 270 persone. Le Fiamme gialle, nell’ambito dell'operazione denominata “Ragnatela” avevano eseguito anche sequestri preventivi di beni.

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