Cronaca

Cassa integrazione, a Taranto il triste primato

Il segretario Aldo Pugliese: “E’ il segnale di sofferenza delle imprese”


Con quasi 3,1 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps per il mese di dicembre, si chiude, per le province pugliesi, un 2014 in cui c’è stata una richiesta complessiva di circa 54 milioni di ore. 

Questo pesante bilancio di fine anno a cui viene data una lettura sottostimata rispetto alla sua reale portata (si pensi alla mancanza di risorse della cassa integrazione in deroga per svariati mesi), mostra come il 2014 sia in linea con i peggiori anni di crisi.

Relativamente agli indicatori, con un rialzo dello 0,1% sul 2013, è Taranto a comandare il triste primato delle province della Puglia con il maggior numero di ore autorizzate nel 2014 dall’Inps con ben 22,9 milioni per le tre forme di cassa integrazione, seguita da Bari (17,7 milioni), Lecce (6,2), Foggia (4,5) e Brindisi (2,5).

Ma ad incidere tristemente è soprattutto il dato della cassa straordinaria (Cigs) che colpisce, in particolare, la provincia di Taranto: quasi 16,1 milioni nel 2014 (+13,7% sul 2013). Più distante ma non meno preoccupante è l’indice del 2014 della provincia di Bari con 9,5 milioni di ore di Cigs (-34,6% sul 2013), Lecce (3 milioni), Foggia (2,2) e Brindisi (827 mila).

“E’ spaventosa l’ascesa della cassa straordinaria – commenta Aldo Pugliese, Segretario Generale Uil Puglia e Bari-BAT – per via della natura stessa della prestazione, la quale viene spesso accordata nell’ipotesi di crisi aziendale. Quindi, non si tratta di una difficoltà temporanea come accade nel caso della Cigo. Pertanto, è evidente il segnale di forte sofferenza strutturale delle imprese”.

Infine, capitolo spinoso, per via dei reiterati fermi amministrativi, è quello della cassa in deroga (Cigd): con 3,6 milioni di ore autorizzate nel 2014 (+75% sul 2013) è ancora il territorio di Taranto a detenere il primato negativo in questa classifica. Bari registra 3,1 milioni di ore richieste, Brindisi 752mila, Foggia 728mila e Lecce 714mila.
“La Cigd – prosegue Aldo Pugliese – continua ad essere invocata da un tessuto produttivo fragile, malgrado la penuria di risorse. Situazione che rischia essere aggravata dalla scelta politica di tagliare nel 2015, a chi ne farà richiesta, 7 mesi su 12 con la conseguenza inevitabile di produrre nuovi licenziamenti e far salire il tasso di disoccupazione, già di per sé allarmante, in Puglia. In un momento storico in cui il Governo Renzi (con il Jobs act) si accinge a rimodulare la cassa integrazione, sarebbe necessario per l’intera economia nazionale irrobustire e non depotenziare questo strumento che consente di salvaguardare migliaia di posti di lavoro ogni anno”.

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