27 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2020 alle 16:46:59

Cronaca

Marò, prima decisione: via dal carcere


TARANTO – Via dal carcere, ma tra venti giorni. E’ il primo verdetto per i marò pugliesi prigionieri in India. Le autorità del Kerala hanno disposto nella notte il trasferimento dei fucilieri di Marina, il tarantino Massimiliano Latorre ed il barese Salvatore Girone dal carcere di Trivandrum ad un’altra struttura della città. Tuttavia, hanno reso noto di avere bisogno di 20 giorni per mettere in regola la struttura, denominata Boston School, un ex riformatorio che ospita alcuni uffici. La decisione delle autorità carcerarie e di polizia di Trivandrum è venuta allo scadere della settimana disposta dalla Corte suprema di New Delhi per questa decisione, ed al termine di una serie di riunioni, anche con la delegazione italiana sul posto.

La richiesta di un periodo così lungo per realizzare il trasferimento dal carcere di Poojapura è stato giustificato con la necessità di portare a norma di legge la struttura scelta. Tuttavia alcuni osservatori sottolineano che il 2 giugno prossimo si svolgerà in Kerala una elezione suppletiva, e che quindi il governo locale non ha voluto correre rischi di dover far fronte a critiche politiche dell’opposizione per questa misura, considerata “impopolare”. La speciale squadra della polizia del Kerala, dal canto suo, presenterà a stretto giro di posta al magistrato istruttore le accuse a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo sostiene il quotidiano The Times of India: la polizia trasmetterà al giudice istruttore di Kollam, 150 pagine contenenti gli indizi a carico dei due fucilieri italiani. Tra questi c’è anche la perizia balistica sulle armi sequestrate a bordo della petroliera Enrica Lexie in cui sono stati identificati i due fucili che avrebbero ucciso i due pescatori lo scorso 15 febbraio al largo della costa del Kerala. Sempre in base al Times of India, “si prevede che il tribunale inizi il processo contro i due militari alla fine di maggio”. Una fonte della polizia ha inoltre precisato che “finora sono state formalizzate le accuse soltanto contro i due militari” lasciando intendere che in futuro potrebbero anche includere altre persone nell’atto di accusa. La storia, insomma, è ancora tutta da scrivere. Tra una proroga e l’altra della carcerazione, infatti, stanno per scadere (sabato) i 90 giorni previsti dalla legge indiana dopo i quali o c’è un rinvio a giudizio, o scatta in modo pressochè automatico il diritto di ottenere il provvedimento di libertà provvisoria. “L’obiettivo delle autorità italiane è di accelerare i tempi il più possibile”, ha spiegato l’ambasciatore italiano a New Delhi, Giacomo Sanfelice, e di ridurli a “meno dei 20 giorni” previsti da parte indiana. Il via libera al trasferimento di Salvatore Girone e Massmiliano Latorre è arrivato quando stava per scadere la settimana indicata dalla Corte suprema indiana per una decisione al riguardo e dopo una serie di incontri con la delegazione italiana sul posto che è ora coordinata dal sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura. “E’ un passo avanti importante e uno sviluppo positivo”, ha commentato l’ambasciatore italiano, osservando come si tratti del riconoscimento di un trattamento adeguato che riflette la posizione italiana che i due fucilieri di Marina rappresentano organi dello Stato.

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