22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 18:59:00

Cronaca

Aprivano conti con documenti falsi. Truffa alle banche: due arresti

Scoperto un raggiro da 200mila euro grazie alla denuncia del direttore tarantino di un Istituto di credito


Truffa alle banche: due arresti dei carabinieri.In manette due casertani che hanno aperto conti bancari con documenti falsi incassando assegni per 200mila euro.

I militari della sezione di polizia giudiziaria presso la procura jonica hanno notificato ordinanze di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Taranto, al 46enne Francesco Cantone e al 48enne Vincenzo Santoro, entrambi residenti a Lusciano, in provincia di Caserta. Rispondono di ricettazione, truffa, contraffazione e negoziazione di titoli presso istituti di credito di Taranto e di altre città italiane.

Le indagini, che hanno preso avvio dopo la denuncia del direttore di una banca tarantina, ha consentito in pochi mesi, di individuare una serie di istituti bancari presso i quali erano stati posti all’incasso, con frode, titoli provento di reato, spesso soggetti a contraffazione, attraverso l’apertura di conti correnti avvenuta con la presentazione di documenti d’identità taroccati.

I presunti truffatori incassavano il denaro in contanti o ricaricavano carte prepagate. Le indagini, avviata nel marzo del 2014, hanno portato ad individuare l’effigie presente sui documenti di identità falsi, gli indirizzi di posta elettronica, le utenze cellulari di riferimento, il modus operandi. Sono state quindi eseguite intercettazioni telefoniche e telematiche sul flusso delle e-mail scambiate sugli indirizzi monitorati, attività che hanno condotto all’individuazione certa dei due presunti autori del raggiro residenti nel caser tano, ma che operavano su tutto il territorio nazionale. Sono stati truffati anche istituti di credito di Torino, Novara, Firenze, Ancona, Civitavecchia, Bari. Alle attività tecniche sono seguiti i sequestri di titoli, le acquisizioni di documentazione e di filmati dei sistemi di videosorveglianza, le individuazioni fotografiche e le analisi dei flussi di denaro dei vari istituti.

Le indagini, grazie alla consulenza effettuata dagli carabinieri specializzati in videografica del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto che ha fornito determinanti indicazioni sull’identità dei presunti truffatori, partendo dall’esame dei video degli apparati di sorveglianza delle banche, hanno consentito di acquisire gli elementi necessari a consolidare il teorema accusatorio nei confronti degli indagati e ad individuare gli istituti di credito, i titoli ricettati, falsificati e, infine, negoziati. Il magistrato che ha coordinato l’inchiesta, la dott.ssa Antonella De Luca, ha richiesto per i due la misura cautelare della custodia in carcere, che il giudice per le indagini preliminari, dott. Martino Rosati ha accolto.

I due, terminate le formalità di rito, sono stati condotti nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria tarantina.

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