22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 06:45:31

Cronaca

Altiforni Ilva, “Si rischia il blocco”

L’allarme del segretario della Fim-Cisl, Bentivogli, sulla fermata di Afo 1 e Afo 5. A Roma si tratta per gli autotrasportatori


“Lo stabilimento Ilva di Taranto non può permettersi di fermare contemporaneamente gli altiforni 1 e 5. La produzione con i soli Afo 2 e 4 che hanno ridotta capacità, terrebbe la produzione dell'impianto al lumicino, con costi sociali, industriali e finanziari altissimi”.

È il segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli a intervenire così sulle scadenze di Ilva annunciando la richiesta di un incontro urgente ai commissari. “Il crono programma Aia – spiega in una nota – prevedeva lo spegnimento dell'Afo5 in serie all'Afo1, ovvero solo dopo i lavori di rifacimento di quest'ultimo. Anche i commissari avevano confermato questa sequenza, ritardi e carenza di risorse per il rifacimento dell'Afo1 vanno immediatamente recuperati”, osserva.

“L'improvviso cambio di rotta da parte della gestione aziendale rappresenta un azzardo che sicuramente non porta lontano, specie se si considera che la contemporanea fermata di Afo 1 e 5 porterà, inevitabilmente, al blocco dell'acciaieria”, afferma. “Siamo fortemente preoccupati e per questo chiediamo un incontro urgente ai commissari, perché ripristinino le modalità più utili a scongiurare il blocco dell'impianto, il recupero dei ritardi di ambientalizzazione e il suo rilancio produttivo”, conclude Bentivogli.

Intanto per oggi è convocato il vertice con il ministro dei Trasporti Lupi per  una mediazione con gli autotrasportatori dell’indotto Ilva in protesta da cinque settimane. Il tutto all’indomani di un tour de force delle commissioni riunite di Industria e Ambiente. Dalla commissione Bilancio sono arrivati i pareri positivi sui tre emendamenti del governo. Un passo decisivo per liberare le risorse finanziarie necessarie a far ripartire la produzione e il risanamento ambientale del Siderurgico di Taranto. Dopo l’ok della Bilancio e l’ok della Ragioneria è arrivato anche il via libera delle commissioni all’emendamento del governo più pesante, cioè quello che sblocca il miliardo e 200 milioni sequestrati ai Riva e attualmente ancora fermi su conti Svizzeri.

L’emendamento viene incontro alle richieste dei giudici di Zurigo così come richiesto dal procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e prevede la conversione in obbligazioni delle somme sequestrate. Via libera dalla bilancio anche all’emendamento del governo che permette, con la copertura della garanzia dello Stato, a Cassa Depositi prestiti di finanziare “fino a 400 milioni” il gruppo siderurgico. Sempre nel corso della giornata sono arrivati alle commissioni, i nuovi emendamenti dei relatori a sostegno delle imprese degli autotrasportatori e delle pmi dell’indotto Ilva, concordati con il Governo venerdì scorso durante il vertice di palazzo Chigi. Molto atteso l’emendamento che stanzia 5 milioni per la creazione di un polo di ricerca a Taranto sui Tumori infantili.

Le commissioni hanno poi votato il subemendamento che porta a 35 milioni di euro il fondo di garanzia a sostegno delle Pmi dell’indotto Ilva, insieme ai 10 milioni destinati alla messa in sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi in deposito nell’area ex Cemerad ricadente nel Comune di Statte in provincia di Taranto.

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