18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 21:26:00

Cronaca

San Giuseppe, è guerra ai falò

Alla Salinella già pronte le cataste da bruciare il 19 marzo, ma i Verdi lanciano l’allarme sull’impatto ambientale dell’antica usanza


Manca un mese all’evento, ma alla Salinella già ci si prepara al falò di San Giuseppe. Tutto come da copione. Ma a ribellarsi all’usanza che diventa pericolosa sotto alcuni aspetti sono i portavoce cittadini dei Verdi. Ada le Noci e Luca Piccione si rivolgono a Comune, polizia municipale e all’Asl. 

“Anche quest’anno, come ogni anno, si ripropone la situazione incresciosa delle cataste di rifiuti pronte ad essere bruciate in numerose zone della città in occasione della festività religiosa di San Giuseppe. Emblematica è la situazione nel rione Salinella. Quest’anno, più che in ogni altra precedente “edizione” di questo barbaro rituale, il volume del materiale ammassato risulta essere di proporzioni abnormi, tenuto conto peraltro del fatto che siamo ancora a distanza di un mese dal 19 marzo”.

Una precisazione è d’obbligo: “Riteniamo – spiegano i portavoce dei Verdi – che le tradizioni degne di tutela storica vadano rispettate. Tra queste anche quella del falò di San Giuseppe, ma non certo in un contesto cittadino”.

“Ricordiamo inoltre che lo scorso anno, tra le tonnellate di legname di risulta, sono state arse centinaia di assi divelte (rubate dal pattinodromo sito nel quartiere Salinella) nel totale silenzio e nella consueta inerzia dell’amministrazione comunale. Amiu e Polizia Municipale sollecitate da un consigliere comunale, dovettero indietreggiare e rinunciare ad ogni azione di pulizia e bonifica di fronte all’ostilità dei residenti, sebbene avessero provato un’azione notturna”. Il perchè dell’allarme? “Il materiale legnoso in questione, misto a numerosi rifiuti plastici, è nella quasi totalità trattato con vernici e collanti altamente tossici. Pertanto, in caso di combustione, gli effetti sono di natura ambientale e impattano direttamente la salute e l’incolumità pubblica. A poco più di 50 metri dal sito c’è la clinica Villa Verde, una struttura medica che ospita reparti di terapia intensiva, nonché di degenza e di riabilitazione post-cardiologica”.

“Auspichiamo – concludono i Verdi – che il buonsenso e l’azione doverosa, ferma e perentoria delle istituzioni e di tutti gli organismi competenti prevalga. La nostra città, perdurando l’impatto inquinante dell’area industriale, non può concedersi un’altra nube di veleni. La presa di coscienza civica e la cultura ambientalista passano anche e soprattutto attraverso semplici pratiche e piccole dimostrazioni di attenzione al bene comune e alla salute del prossimo”.

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