Cronaca

Palazzo degli Uffici, “I lavori ripartano subito”

Convegno dell’associazione “Aldo Moro” e del Lions Aragonese: rilanciata la necessità di far uscire dalla palude il caso dello storico edificio del Borgo


Di grande interesse e di alta qualità è stata l’iniziativa svoltasi nel salone della Provincia in data 20 febbraio sul tema Il Palazzo degli Uffici: facciamo il punto, organizzata dall’Associazione ex alunni dell’Archita e dal Lions club Aragonese, con la partecipazione del vice sindaco di Taranto e assessore ai lavori Pubblici Lucio Lonoce, del vice Presidente della Provincia Gianni Azzaro, dell’avvocato Angelo Esposito del Consiglio nazionale forense, del Preside del Liceo, prof. Pasquale Castellaneta, del rappresentante del Comitato studentesco dell’Archita Italo Pomes, e con il coordinamento del giornalista Giuseppe Mazzarino.

L’intervento introduttivo di Nino Palma, presidente dell’Associazione ex alunni dell’Archita ha ripercorso tutte le tappe della ristrutturazione di un’opera che, dopo 13 anni, è ancora lì, incompiuta, circondata da recinzioni e impalcature: un pessimo biglietto da visita per chiunque venga a visitare questa nostra città Nel suo intervento Palma ha molto insistito sulla necessità che i lavori di ristrutturazione riprendano e si portino a termine nel più breve tempo possibile, sia perché da lì può partire la stessa rigenerazione urbana, la rivitalizzazione e la rinascita di un pezzo importante della città, qual è il borgo umbertino, sia perché occorre restituire all’Archita, oggi divisa ancora in tre plessi, la sua sede storica. Palma ha anche posto l’accento sulla  destinazione d’uso di quel Palazzo che va definita nel quadro di quello che potrà essere il  progetto di città futura che si vuole ridisegnare, anche a seguito  del decreto Taranto del governo nazionale. Una destinazione che non può essere l’albergo a 5 stelle che non sarebbe compatibile né con la presenza lì di una scuola, né con quello che il Palazzo ha rappresentato nella storia di questa città, né con quello che potrebbe rappresentare in futuro, nel quadro della rigenerazione urbana del borgo e del percorso che occorre intraprendere e che deve portare la nostra città a trasformarsi da città dell’acciaio e dei fumi a città della cultura, una città che basi cioè il suo sviluppo sull’uso delle proprie risorse e del suo grande patrimonio culturale.

In questo quadro quel Palazzo non può che essere un contenitore culturale nel quale potrebbe trovar sede un polo bibliotecario (basti pensare ai 22.000 volumi  del’Archita,  un patrimonio di inestimabile valore, e a quelli altrettanto pregevoli dell’Istituto Magna Grecia, ancora lì accatastati), e un museo di arte moderna e contemporanea,  o almeno una galleria di arte moderna e contemporanea, di cui la città è priva e che potrebbe rappresentare un magnifico completamento del Museo Archeologico.

L’architetto Salvatore De Luca, attraverso la proiezione di alcune slide ha illustrato tutti i progetti, che nel corso di questo decennio si sono addensati sul Palazzo degli Uffici, nessuno dei quali andato in porto. Il preside dell’Archita, prof. Pasquale Castellaneta ha messo in luce le gravi difficoltà che la più prestigiosa istituzione scolastica e culturale della città sta attraversando con la sua divisione in tre sedi, difficilmente comunicanti tra di loro. Un disagio che si proietta sulla stessa attività didattica e sulla vita scolastica. Il vice Sindaco Lucio Lonoce ha confermato la determinazione dell’Amministrazione comunale a riprendere i lavori, almeno relativamente alla messa in sicurezza e alla copertura dell’edificio. In questa direzione si colloca l’iniziativa del Comune di riprendere la trattativa con il Consorzio di imprese affidatario dei lavori Aerdas, al di là dei tempi del pronunciamento del Tar di Lecce sul ricorso che lo stesso consorzio aveva presentato avverso la rescissione del contratto operata dal Comune, rescissione motivata sia dal provvedimento interdittivo per infiltrazioni mafiose emesso dalla Prefettura di Roma, dopo un’indagine della DIA, sia da altre inadempienze contrattuali da parte del Consorzio stesso.

I concetti della messa in sicurezza e della copertura dell’edificio con un tetto eseguito a regola d’arte  a tutela della incolumità pubblica, è stato ripreso efficacemente e con motivazioni anche giuridiche nell’intervento dell’avvocato Angelo Esposito, mentre Italo Pomes del comitato studentesco dell’Archita ha efficacemente testimoniato il disagio degli studenti dell’Archita che in una scuola divisa in tre sedi non sono messi nelle condizioni non solo di comunicare tra di loro ma neppure di esercitare quello che è un loro sacrosanto diritto, il diritto allo studio.

Il vicepresidente della Provincia Gianni Azzaro ha riconfermato la disponibilità degli otto milioni e mezzo stanziati a suo tempo dalla Provincia per la ristrutturazione dell’area destinata al Liceo Archita (6.500mq) e ha ribadito l’impegno della Provincia a ridurre il disagio del Liceo prospettando, a partire dal prossimo anno scolastico, una sua sistemazione più omogenea in due sedi più vicine tra di loro: l’ex Mazzini e il plesso delle suore Maria Immacolata, sito in via Mignogna.

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