29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 15:43:40

Cronaca

Non ci fu abuso d’ufficio. Assolto il Presidente della Camera di commercio

Assolti anche i componenti della commissione giudicatrice per la selezione del Segretario generale dell'Ente


Non ci fu abuso d'ufficio. Lo ha stabilito il Tribunale di Taranto (presidente Petrangelo) che ha assolto oggi il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli, nonchè i componenti della commissione giudicatrice per la selezione del Segretario Generale dell'Ente svoltasi nel 2011.

Assolto anche il beneficiario, Tommaso Valentino.

Con Sportelli sono stati assolti dall'accusa di tentato abuso d'ufficio, Leonardo Giangrande, Riccardo Caracuta, Ugo Girardi e Paolo Nigro. Per tutti il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a otto mesi ciascuno.

«Con l’assoluzione disposta oggi dal Tribunale si chiude una lunga ed incresciosa vicenda nella quale sono stato, mio malgrado, coinvolto nell’adempimento di attività riguardanti il mio ruolo di Presidente della Camera di commercio di Taranto e relative alla selezione del Segretario generale dell’Ente svoltasi nel 2011».

Sono le prime parole a caldo pronunciate dal Presidente Sportelli, subito dopo la notizia della sentenza del tribunale jonico. «L’attento esame dei fatti condotto dalla Magistratura, nel cui operato ho sempre riposto piena fiducia – ha aggiunto -, ha consentito di ricostruire con obiettività l’accaduto. Sono soddisfatto dell’esito del procedimento, nel corso del quale ho sempre mantenuto la consapevolezza di aver agito con quell’integrità che gli stessi giudici hanno avvalorato. Ogni ulteriore commento sarebbe inopportuno. Ma, ugualmente, non nascondo che la sentenza restituisce serenità personale e, prima ancora, istituzionale, conferendo rinnovato slancio alle azioni a favore dello sviluppo del territorio in cui è impegnato l’Ente che rappresento. Vengono cancellati, infatti, sospetti ed ombre sull’attività amministrativa della Camera di commercio ed è, forse, questo l’aspetto più rilevante e verso il quale maggiore era la mia premura».

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