02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca

Meningite, le bambine contagiate sono due. Infettate da batteri diversi

Le precisazioni della Asl di Taranto che ripercorre le tappe di questa vicenda


Nella tarda mattinata di venerdì 20 febbraio, un caso di Meningite in una bambina di 4 anni è stato segnalato dal Primario di Pediatria del SS. Annunziata che, prontamente, ha provveduto a far trasferire la piccola paziente presso l’ospedale Pediatrico Giovanni XXIII a Bari e, al contempo, dava avvio alle procedure previste dal sistema di sorveglianza per la profilassi delle malattie infettive.

La conferma arriva direttamente dalla Asl di Taranto che riassume i fatti che hanno portato all'individuazione anche di un altro caso di meningite.

Il caso, sin dalle prime valutazioni cliniche, sembrava riconducibile al batterio Neisseria Meningitidis (Meningococco). Nelle ore serali della stessa giornata del venerdì è arrivata la conferma dal Laboratorio di riferimento Regionale, presso U.O.C. di Igiene del Policlinico di Bari, che si trattava effettivamente di Meningococco e pertanto, con la massima tempestività, già nelle ore notturne, a cura del Dipartimento di Prevenzione, sono stati chiamati tutti i contatti stretti e conviventi della paziente (residente nel quartiere Tamburi) per la somministrazione della profilassi antibiotica.

Nella mattina del sabato 21 febbraio tutti i bambini della classe frequentata dalla piccola, gli adulti e i bambini appartenenti al nucleo familiare, sono stati raggiunti e sottoposti a regolare profilassi.

Nel frattempo veniva segnalato il caso di un’altra bambina, sempre di scuola primaria, residente al quartiere Paolo VI, con sintomi di tipo meningitico, ma riconducibili ad un altro microrganismo, chiamato Steptococcus Pneumoniae (Pneumococco) responsabile anch’esso di forme gravi di meningite, ma non diffusive da un individuo all’altro e per le quali non è prevista pertanto alcuna profilassi mediante somministrazione di antibiotici ai conviventi e ai contatti.

Tale microrganismo colpisce bambini ed anziani e si può prevenire con un vaccino specifico. Nei bambini la protezione si ottiene attraverso la somministrazione di un ciclo completo costituito da tre dosi di vaccino che si co-somministrano con il vaccino esavalente a partire dal terzo mese di vita. Negli ultrasessantacinquenni è sufficiente una singola dose di vaccino.

In entrambi i casi non sono necessarie misure di bonifica ambientale degli edifici scolastici.

Attualmente entrambe le bambine sono in progressivo miglioramento e, fortunatamente, la prognosi non suscita particolari preoccupazioni ai sanitari del reparto di Malattie Infettive del Giovanni XXIII.

La Asl di Taranto invita, comunque tutta la popolazione a prestare la massima attenzione alla corretta esecuzione delle vaccinazioni previste, e ciò anche alla luce dei tre casi di Meningite da Haemophilus Influenzae di tipo B che ha colpito tre lattanti a Roma. Questi tre casi sono dovuti probabilmente alla mancata vaccinazione contro questo batterio dal momento che, proprio grazie al vaccino, queste forme di meningite da Haemophilus Influenzae di tipo B, erano praticamente scomparse in Italia da molti anni.

La Asl ricorda, a tal proposito, che la Regione Puglia offre gratuitamente tutti i vaccini attualmente esistenti contro le meningiti batteriche a tutti i nuovi nati: da quelli contro l’Haemophilus Influenzae di tipo B (contenuto nell’esavalente) a quelli contro lo Pneumococco ed il Meningococco di tipo B (a partire dal secondo mese di vita) e contro il meningococco di tipo C (a partire dal tredicesimo mese di vita).

La Asl tarantina  precisa che in questi due casi, come sempre, ha dato la massima priorità alle azioni di informazione e profilassi intraprese nei confronti dei contatti e della comunità interessata (che, peraltro, hanno avuto ampia eco sugli stessi organi di stampa locale) con tempi e modalità dettati dagli indispensabili approfondimenti tecnico-laboratoristici.

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