16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

L’allarme: anche le professioni sono in crisi

Avvocati, commercialisti, farmacisti tra rischio di disoccupazione e ambizioni di rilancio. Convegno del comitato unitario a Taranto


La forte recessione in atto che ha colpito l’Europa, l’Italia, la Puglia e soprattutto la provincia di Taranto, anche per il tracollo della grande industria dell’acciaio, ha ovviamente un impatto molto negativo sulle professioni e, tra esse, soprattutto su quelle economicho-giuridiche, che sono legate a doppio filo alle imprese. Si può parlare di una nuova fase, l’avvio della “disoccupazione dei professionisti”.

Il momento impone dunque una riflessione ed è per questo che il Comitato Unitario Professioni ha organizzato la tavola rotonda “Il ruolo ed il futuro delle professioni nella società civile europea”, focalizzando, in particolare, la necessità della formazione quale elemento fondamentale nello svolgimento della professione.

L’evento ha voluto  analizzare  lo stato attuale delle professioni e, soprattutto, il suo futuro, per capire come i professionisti devono muoversi in questo nuovo mercato globale.
Ne hanno parlato,  in modo approfondito e dettagliato, il presidente nazionale del C.U.P. Marina Calderone, il sen. D’ambrosio Lettieri – vice presidente nazionale della Federazione Ordini Farmacisti Italiani ed il consigliere nazionale forense avv. Angelo Esposito, affidando la moderazione della tavola rotonda al giornalista Giuseppe  Mazzarino.

Il presidente del Comitato Unitario professioni di Taranto dott. Cosimo Damiano Latorre, che ha introdotto i lavori, ha sottolineato che  “per contrastare e superare la crisi delle professioni occorre determinazione, preparazione e competenza, ed in questo ogni professionista deve svolgere sino in fondo la sua parte con l’autorevolezza che da sempre lo contraddistingue, ma anche con innovazioni professionali in grado di soddisfare adeguatamente le esigenze di questo nuovo e difficile quadro di contesto”.

Sono stati trattati argomenti particolarmente importanti quali l’accesso alla professione, la previdenza, la formazione professionale continua, le tariffe ed i compensi, la fede pubblica, la responsabilità diffusa derivante dall’esercizio della professione.

Le conclusioni sono che il sistema ordinistico regolamentato è avviato verso una  fase di generale e diffusa “liberalizzazione” che lascia agli ordini solo gli aspetti più onerosi della iscrizione in un albo professionale, ovvero i controlli, le diffuse responsabilità ed i pressanti adempimenti; per contro, vengono  meno sempre più prerogative.

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