19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

Paga, ma il condono è nullo


TARANTO- Paga il condono per un bollo auto inevaso ma dopo ben sette anni le viene comunicato che quel condono è stato rigettato. Disavventura per una automobilista tarantina che ora ha vinto la causa ed è costretta ad avviare un altro procedimento per recuperare quanto aveva indebitamente pagato a suo tempo.E’ un altro paradossale caso che è finito all’attenzione degli avvocati Luca Di Franco e Alessandro Scapati, dell’ufficio legale di Codici che ha avviato il progetto “Sos Debiti”, uno sportello che dà sostegno ai contribuenti raggiunti da fermi amministrativi, cartelle esattoriali con errori o con cifre da capogiro, da pignoramenti.

All’inizio degli anni ‘90 la donna non aveva pagato il bollo auto e nel 2003 ha pagato il condono. Nel 2010 l’Agenzia delle Entrate le ha comunicato il rigetto del condono, dopo che la signora aveva anche versato i soldi. L’automobilista ha sostenuto i costi del processo per contestare il rigetto del condono ma Equitalia le ha notificato comunque la cartella. Allora, per non impugnare un altro atto e sostenere spese e costi legali, difficilmente recuperabili per via della costante compensazione delle spese, ha pagato l’importo richiesto da Equitala, e adesso che ha vinto la causa dovrà fare un altro procedimento per recuperare ciò che aveva pagato nel 2003. Già nel 2010 l’associazione Codici aveva denunciato un errore dell’ex Servizio Nazionale della Riscossione (Soget spa) e dell’Agenzia delle Entrate che aveva tratto in inganno milioni di contribuenti in Italia, per un caso analogo. Nel 2003 era stato inviato a un milione di contribuenti italiani, un invito a condonare bolli auto non pagati relativi agli anni di imposta 1993-96. Il contribuente, pagando solo il 25% dell’intero debito, avrebbe definito la pendenza in essere. Dunque se un utente aveva un bollo auto non pagato di 100 euro, con soli 25 euro avrebbe messo fine ad ogni ulteriore richiesta. Quindi, gli utenti avevano aderito formalmente al condono pagando entro i termini stabiliti. A distanza di anni, agli stessi contribuenti, è stato richiesto il pagamento del 75% del restante debito con il semplice invio, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di un complicato provvedimento di diniego che, di fatto, ha annullato il condono al quale avevano aderito i cittadini. Al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate ha fatto seguito l’invio dell’intimazione a pagare da parte di ‘Equitalia. “Migliaia di lettere come queste – scriveva Codici nel febbraio del 2010 – sono state già recapitate, altre stanno per essere recapitate nelle cassette postali di un gran numero di italiani che, invece, avendo seguito le indicazioni dell’ente della riscossione, credevano di aver regolarizzato la propria posizione. E il contribuente dovrà pagare anche gli interessi di mora applicati, non dall’Agenzia delle Entrate, ma dall’agente della riscossione”. Oltre al danno la beffa.

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