27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 20:52:00

Cronaca

Cozze pericolose. C’è il maxi sequestro


TARANTO – Il sequestro di quasi otto tonnellate di cozze pericolose, la demolizione di una baracca utilizzata per la raccolta dei mitili, denunce e multe. E’ il bilancio di un maxi blitz della Capitaneria di Porto, scattato nella prima mattinata di oggi e conclusosi nel primo pomeriggio, sulla banchina di via Garibaldi. Nella operazione sono stati impegnati quindici militari della Guardia Costiera, diretti dal comandante Pietro Ruberto e dal vice, Francesco Russo. All’operazione hanno preso parte, per tutelare l’ordine pubblico, anche carabinieri, agenti della questura, finanzieri e vigili urbani.

Sono state sequestrate e poi distrutte quasi otto tonnellate di mitili che erano destinate al commercio in via Garibaldi. Nel contempo è stata smantellata una struttura in legno, abusiva, utilizzata per la raccolta delle cozze. Sono scattate denunce per occupazione abusiva di demanio e violazione delle norme di sicurezza della navigazione, poiché i filari di cozze rappresentano un pericolo in un’area vietata anche per motivi sanitari. Gran parte dei mitili era pronta per la commercializzazione ed era stata calata sul fondo, all’interno di ceste. Gli operatori dell’Amiu hanno poi smaltito le cozze sequestrate, nelle discariche poichè pericolose per la salute. La Guardia Costiera sta proseguendo nelle indagini per identificare i mitilicoltori abusivi. Potrebbero essere più di quattro. La maxi operazione, scattata stamattina in Mar Piccolo, segue quella del 12 aprile scorso, quando nei pressi della banchina di via Garibaldi intervennero i militari della Capitaneria di Porto, del Nas, il Nucleo antisofisticazione e sanità dei carabinieri, e gli ispettori del servizio veterinario della Asl. Sono sequestro in quella circostanza finì mezza tonnellata di cozze nere, tenuta in cattivo stato di conservazione e quindi molto pericolosa per la salute pubblica. Durante gli accurati controlli fu accertato che i mitili venivano lavati con acqua prelevata da mar Piccolo e soprattutto dall’area sottoposta a divieto di produzione in quanto è stata rilevata la presenza di diossina. Nel corso della prima operazione la Guardia Costiera accertò carenze strutturali nelle baracche in cui venivano custodite le tonnellate di cozze destinate alla commercializzazione. Stamattina, replica. Intervento in forze con maxi sequestro di mitili pericolosi per la salute pubblica.

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