22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 17:58:00

Cronaca

Approvato il decreto Ilva. Ecco cosa prevede l’atteso provvedimento

Ha ottenuto 284 “sì” e 126 voti contrari. Molto acceso il dibattito


ROMA – La Camera dei deputati ha approvato nella tarda mattinata di ieri in via definitiva il decreto proveniente dal Senato sull'Ilva, sullo sviluppo della città e dell'area di Taranto. Il provvedimento è stato varato con 284 voti a favore, 126 contro (M5S, Sel e Lega Nord) e 50 astenuti (Fdi e Fi).

Il nuovo decreto legge con le misure urgenti per imprese “di interesse strategico nazionale in crisì, a partire dall'Ilva, e per lo 'sviluppo della città e dell'area di Taranto”, guarda prioritariamente all'indotto dell'acciaieria e all'assetto finanziario del gruppo siderurgico (cui si aprono nuove possibilità di finanziamento). Tra le azioni a sostegno dell'indotto, nel provvedimento approvato oggi definitivamente dalla Camera, figura la prededucibilità dei crediti delle piccole e medie imprese che hanno svolto, sotto il regime del commissario straordinario, attività per la prestazione di beni e servizi in ambito ambientale, per la sicurezza e per la continuità degli impianti produttivi. Vengono inoltre resi disponibili 35 milioni del Fondo centrale di garanzia per la liquidità delle piccole e medie imprese

Acceso è stato il dibattito che ha preceduto l’approvazione del decreto-Ilva.

“Taranto non è solo Ilva, ma è tanto altro. Bisogna puntare anche sul turismo e sul porto”. Lo ha detto nell'Aula della Camera Salvatore Matarrese di Sc annunciando il voto favorevole del suo partito al dl Ilva nell'Aula della Camera. “Gli italiani hanno un debito con Taranto e i suoi cittadini, e questo decreto è una risposta. Speriamo che sia l'ultimo decreto necessario”, ha concluso.

“E così sono sette, come i vizi capitali, i decreti ”Salva Ilva“ emanati dai Governi succedutisi negli ultimi anni. E così anche questo decreto consolida il processo per cui, decreto dopo decreto, Taranto e i tarantini si sono visti progressivamente spogliare di ogni tutela e garanzia”. Lo dice Samuele Segoni di Alternativa Libera, nell'Aula della Camera intervenendo sul decreto legge sull'Ilva. “In spregio alla nostra Costituzione a Taranto abbiamo costretto la popolazione a barattare la salute per il lavoro. Con questo decreto – continua – si aggirano le prescrizioni del piano Aia: basterà rispettare solo la quota dell'80%, indipendentemente dalla rilevanza del loro contenuto, e noi già ci immaginiamo cosa succederà; rimarranno fuori le prescrizioni più onerose anche se fondamentali per la tutela della salute, come la copertura dei parchi minerari, con conseguenze negative per la salute pubblica”.

“Il polo oncologico pediatrico rimane fermo al palo, è assente un piano industriale e non c'è l'impulso ai green jobs – ricorda Segoni – ma quello che è ancora più grave è che a Taranto nessuno è responsabile verso l'inquinamento ambientale, verso i lavoratori e i cittadini. L'Ilva con questo decreto è diventato un buon affare, ma non certo per i tarantini. Per i cittadini – conclude -, per la difesa dei principi costituzionali come il lavoro, la salute, il territorio, la giustizia, Alternativa libera voterà contro l'approvazione del decreto”.

“In nome del popolo inquinato e ammalato, ingiustizia è fatta”. Lo afferma in una nota il coportavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli ricordando che la Camera dei deputati oggi ha convertito in legge il decreto su Ilva, “il settimo – aggiunge – in quasi tre anni, che condanna la popolazione di Taranto a vivere con la diossina e con i veleni”. Secondo Bonelli “si continua a voler tenere in vita un modello produttivo che a Taranto non è riparabile essendo quello dell'Ilva un impianto vecchissimo, che produce un inquinamento, secondo gli studi dell'Istituto superiore di sanità, che ha provocato un aumento della mortalità infantile del +21% e del + 54% di malattie tumorali tra i bambini rispetto alla media”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche