21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 21:48:32

Cronaca

Truffa alle assicurazioni: dagli interrogatori attesi altri sviluppi

Il Codacons si costituisce parte civile


Un detenuto, Saverio Palumbo e sette agli arresti domiciliari che compariranno davanti al Gip a partire da giovedì prossimo. Dal confronto sono attesi gli sviluppi dell’”Operazione Tris”, la mega truffa alle assicuraioni: 18 le compagnie assicurative vittime di numerose truffe secondo quanto accertato da agenti della Polizia stradale di Taranto.

Intanto iIl Codacons si costituirà parte offesa nell'inchiesta sulla truffa ai danni di agenzie assicurative messa in atto a Taranto, che avrebbe prodotto illeciti guadagni per oltre 2 milioni di euro. Lo rende noto con un comunicato l'associazione dei consumatori. “Truffe di questo tipo provocano un danno economico ingente alla collettività. – spiega il presidente Carlo Rienzi – I maggiori costi sostenuti dalle compagnie di assicurazioni, infatti, si ripercuotono direttamente sugli assicurati, attraverso l'incremento delle tariffe rc auto. Se pochi si arricchiscono illegittimamente, quindi, tutti fanno le spese di comportamenti criminali che contribuiscono a mantenere elevatissimi i costi delle polizze. Per tale motivo – prosegue Rienzi – ci costituiremo parte offesa nell'inchiesta, a tutela della categoria degli assicurati ingiustamente danneggiati dalla truffa smascherata a Taranto”. L'accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

Le indagini sono partite a ottobre 2010 dopo la querela proposta alla Procura della Repubblica da Allianz Assicurazioni in riferimento a due incidenti, denunciati come accaduti il 1° aprile e il 4 agosto 2009. Nella querela, la compagnia segnalava che gli esiti degli esami strumentali (Tac) prodotti a supporto delle richieste risarcitorie avanzate da due persone, coinvolte risultavano identici. Le indagini, supportate dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno messo in luce l'esistenza di un gruppo dedito stabilmente a una redditizia attività di organizzazione di falsi sinistri stradali. L'associazione a delinquere, che sarebbe stata capeggiata da Saverio Palumbo, poteva contare all'interno dell'ospedale Ss. Annunziata di Taranto dell'apporto essenziale di Cosimo Ruggieri, con compiti di ausiliario, di Giuseppe Ax, dirigente tecnico radiologo nello stesso nosocomio e di Vito Antonio Liddi, operatore volontario dell'associazione La Misericordia, con compiti di autista di ambulanze.

Secondo gli inquirenti, per le attività illegali era essenziale l'apporto di due avvocati, Andrea Tagliente e Gianfranco Trani, che avrebbero coordinato le pratiche risarcitorie e istruito le 'vittime' dei presunti incidenti durante l'iter e dopo che si è aperta l'inchiesta della Procura. A completare l'organizzazione Girolamo Nodello e Vincenzo Aiello, quest'ultimo all'epoca dipendente di una nota farmacia di Taranto, che avrebbero partecipato a numerose pratiche risarcitorie procacciando altre persone da utilizzare nei falsi sinistri.

Gli inquirenti, nel corso delle indagini, hanno effettuato pedinamenti e tenuto sotto osservazione il Pronto Soccorso e il reparto di Radiologia dell'Ospedale. È stata documentata così l'arrivo continuo di persone impegnate nel procacciamento dei primi referti medici (finalizzati ad istruire la pratica risarcitoria) e per la successiva gestione degli esami strumentali (tac, risonanze ed ecografie). Gli inquirenti hanno accertato che i meccanismi dell'organizzazione criminale erano ampiamente collaudati e che la sua operatività si era protratta per diverso tempo in modo “professionale”, così come amavano raccontare le persone coinvolte nelle intercettazioni.

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