28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Settembre 2021 alle 21:49:00

Cronaca

Il rione Tamburi invaso dalla puzza di gas, Stefàno chiama l’Eni

Il Sindaco ha chiesto alla raffineria una dettagliata relazione su quanto accaduto martedì: “L’azienda deve informare sulle attività programmate agli impianti”


Ancora un risveglio con la puzza di gas. Ma ora i residenti del quartiere Tamburi vogliono vederci chiaro. Per non ritrovarsi, alla prossima volta, con gli stessi interrogativi e con le stesse perplessità.

Una su tutte: da dove proviene il forte tanfo che in più di una occasione ha ammorbato l’aria di Taranto causando anche malori tra i residenti? Dubbi che martedì mattina hanno fatto alzare la cornetta a tanta gente che si è rivolta ai vigili del fuoco nel tentativo di capire cosa stesse accadendo, tempestando il centralino di telefonate.

La sezione Nicola La Tanza del Partito comunista dei lavoratori, che ha sede proprio nel rione Tamburi, in via Leopardi spiega: “Il 3 marzo il quartiere Tamburi è stato invaso da un forte odore di gas.  E’ durato dalle cinque del mattino fino all’ora di pranzo, più o meno fino alle 13,30. Nella stessa mattinata molti cittadini hanno chiamato i vigili del fuoco che a loro volta hanno interpellato l’Arpa facendo dei controlli sul quartiere e in particolar modo nella zona Croce.  Noi del Pcl vorremmo vederci chiaro su questa vicenda. Per questo chiediamo un incontro con le istituzioni, i Vigili del Fuoco, sindaco, Regione Puglia e Arpa per fare in modo che la vicenda non cada nel dimenticatoio”.

Ad intervenire sulle “emissioni odorigene” è proprio il sindaco Stefàno. “Un altro risveglio all’odore di gas per i tarantini. Un olezzo acre e nauseabondo che ha raggiunto anche i quartieri più periferici della città e che ha fatto registrare numerose segnalazioni al centralino della Polizia Municipale e agli uffici di Palazzo di Città da parte di cittadini allarmati. Dalle caratteristiche e dalle precedenti esperienze, questo fastidioso fenomeno odorigeno ha fatto rivolgere lo sguardo all’area industriale e, specificatamente, verso la raffineria Eni”. Così esamina la questione il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, che, “tramite l’Assessore all’Ambiente, Vincenzo Baio, ha tempestivamente contattato la direzione dell’Arpa per avere ogni utile informazione”. “Dal colloquio telefonico è emerso che le emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti odorigene potrebbero essere state causate da lavori di manutenzione che avrebbero interessato parte del sistema di raffinazione dello stabilimento”.

Conseguentemente il sindaco ha chiesto alla raffineria Eni una dettagliata relazione sull’accaduto. “Per le prossime volte- ha avvertito il Stefàno – l’azienda si adoperi per una preventiva e doverosa informazione ai cittadini sullo svolgimento di attività programmate agli impianti di raffineria, compresi quelli che possono causare tali nauseabonde emissioni odorigene, anche al fine di non generare situazioni allarmistiche. Siamo convinti – conclude il sindaco- che queste preventive e prescritte informazioni, oltre che tranquillizzare in parte, avrebbero sicuramente importanza nel prevenire le preoccupazioni dei cittadini ed il diffondersi del panico tra gli stessi”.

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