21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 18:53:00

Cronaca

Il processo Ilva, “Vendola era imbestialito”

Secondo l’accusa, il Governatore fece pressioni su Assennato, direttore dell’Arpa (ha rinunciato all’interrogatorio), “troppo rigido”


Altra udienza preliminare, dinanzi al gup Gilma Gilli, oggi  nella palestra del comando provinciale dei vigili del fuoco di Taranto, del processo a carico dei vertici dell'Ilva, di politici, amministratori e funzionari ministeriali e regionali, accusati a vario titolo di aver contribuito al disastro ambientale che avrebbe provocato lo stabilimento siderurgico. Oggi è prevista la conclusione della discussione da parte dei pubblici ministeri.

Ha preso la parola il pm Remo Epifani, che ha trattato le posizioni dei politici, a partire dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, accusato di concorso in concussione aggravata per aver cercato, secondo gli inquirenti, di far “ammorbidire” la posizione dell'Arpa Puglia in relazione alle emissioni dell'Ilva.

L'ultimo intervento in programma è del pm Raffaele Graziano, che si occuperà di due omicidi colposi e della posizione delle tre società – Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni Elettrici – imputate di reati di natura amministrativa. Nell'udienza odierna il collegio difensivo potrebbe presentare richiesta di riti alternativi per alcuni imputati.

Arpa – Il direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, ha nel frattempo  rinunciato a essere interrogato nell'udienza preliminare per disastro ambientale a carico dei vertici Ilva. Lo ha comunicato al gup il legale di Assennato. Ha confermato invece di voler essere interrogato, ma in una prossima udienza, il funzionario regionale Pierfrancesco Palmisano. Ha chiesto di essere sentito in udienza anche un altro imputato, Antonio Colucci, dirigente Ilva.

Caso Liberti – “Sia chiaro: Archinà ha consegnato i 10mila euro a Liberti, non all'arcivescovo”: lo ha detto, discutendo nell'udienza preliminare (a porte chiuse) per disastro ambientale a carico dei vertici Ilva, il pm Remo Epifani riferendosi al presunto episodio di corruzione tra l'ex dirigente Ilva Girolamo Archinà e l'allora (siamo nel 2010) consulente tecnico della Procura di Taranto Lorenzo Liberti, che è accusato tra l'altro di corruzione in atti giudiziari. Secondo l'accusa, il 26 marzo 2010 Archinà consegnò a Liberti, in una stazione di servizio della A14 ad Acquaviva delle Fonti (Bari) una busta contenente la somma di 10mila euro in contanti per falsificare il contenuto di una consulenza tecnica affidatagli dalla Procura sulle emissioni di diossina dallo stabilimento Ilva. Passaggio di busta, ha aggiunto il pm, che sarebbe stato visto chiaramente da un'addetta al bar della stazione di servizio. La difesa di Archinà ha sempre sostenuto che in quella busta ci fossero solo documenti, mentre i 10mila euro fatti prelevare dalle casse dell'Ilva sarebbero stati donati alla Curia arcivescovile di Taranto.

Vendola –  Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nel giugno 2010 era “imbestialito” nei confronti del direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per l'atteggiamento troppo rigido dell'Agenzia regionale per l'ambiente nei confronti dell'Ilva. Lo ha sostenuto il pm della Procura di Taranto, Remo Epifani.
Secondo le indagini, nel 2010 il presidente Vendola avrebbe fatto pressioni su Giorgio Assennato, direttore generale dell'agenzia regionale per l'Ambiente (imputato di favoreggiamento), minacciandolo di non confermare il suo incarico alla direzione dell'Arpa al fine di “ammorbidire” la posizione dell'agenzia sulle emissioni nocive dell` Ilva di Taranto. Un’accusa che Vendola ha sempre respinto, sostenendo di essersi adoperato – leggi e provvedimenti alla mano – per garantire ambiente, salute e occupazione all’Ilva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche