Cronaca

A Bari per salvare le cozze


TARANTO – I mitilicoltori tarantini sembrano aver esaurito ogni scorta di pazienza. E oggi, in concomitanza con il tavolo tecnico riunito in Regione, si sono incontrati n Ascom per delineare i loro programmi. “Aspetteremo gli esiti di questo incontro al quale non siamo stati invitati perché riservato ai tecnici” spiega, da Taranto, Mimmo D’Andria, rappresentante della categoria in Confcommercio “dopodiché decideremo le iniziative da intraprendere. Siamo pronti a mobilitarci già dalla prossima settimana”.

Il decano dei produttori di cozze dice a chiare lettere che ormai ai mitilicoltori del primo seno di mar Piccolo non interessa più il fantomatico passaggio a mar Grande: “Nel primo e nel secondo seno di mar Piccolo quest’anno abbiamo avuto un’ottima produzione. E visto che le analisi dicono che il prodotto non è inquinato, le acque sono pulite, e la flora cresce sui fondali, non vediamo perché non dovremmo venderlo”. Il dilemma al quale si cerca una soluzione è proprio questo. L’ordinanza emanata dalla Asl all’indomani dell’emergenza inquinamento scattata, relativamente al primo seno di mar Piccolo, la scorsa estate, vieta la movimentazione e la commercializzazione del prodotto. Oggi a Bari, negli uffici della Regione, si è riunito il tavolo tecnico per valutare i risultati del monitoraggio condotto a partire da agosto con analisi ripetute a settembre, ottobre, novembre dicembre e marzo. Invitati a partecipare al tavolo chiesto dal sindaco Stefàno il dirigente del servizio ecologia della Regione, il preside della Facoltà di medicina dell’Università degli studi di Bari, il direttore di Arpa Puglia, il direttore dell’istituto zooprofilattico di Foggia, i direttori dei dipartimenti di Prevenzione e servizi veterinari della Asl tarantina e i rappresentanti del Cnr. Il piano straordinario di monitoraggio dice che, almeno fine a marzo, il novellame del primo seno di mar Piccolo è risultato conforme per quanto attiene i livelli di pcb e diossine. E se l’attenzione maggiore è rivolta al frutto maturo, i mitilicoltori rivendicano il fatto che la tendenza al miglioramento è già evidente nelle analisi arrivate. Per prendere la delicata decisione sulla deroga alla famosa ordinanza che blocca il prodotto, l’Asl aspettava anche le ultime analisi, quelle di aprile, inviate a Teramo. A rappresentare il Comune stamattina nel capoluogo barese c’era il comandante Michele Matichecchia, in attesa che Stefàno, impegnato in prefettura, potesse raggiungere la riunione. “Da parte nostra – ha dichiarato prima dell’incontro – abbiamo chiesto che almeno sia modificata la parte dell’ordinanza che parla di movimentazione di novellame”. Perché, ironia della sorte, i mitilicoltori tarantini, anche se lo volessero, oggi come oggi non potrebbero trasferirsi a mar Grande perché il prodotto che hanno allevato per mesi in mar Piccolo, in attesa del via libera al trasloco, non è più catalogabile come seme. In tarda mattinata le porte degli uffici regionali erano ancora chiuse:la riunione è in corso.

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