25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 06:45:36

Cronaca

“Senza giornali si penalizzano i territori”

Campagna #Menogiornalimenoliberi: si moltiplicano le adesioni


Città del Vino firma la campagna di sostegno alla piccola editoria. L’Associazione dei 450 Comuni italiani a vocazione vitivinicola a favore della piccola editoria e del pluralismo dell’informazione. Anziché tagliare i contributi serve maggior sostegno all’informazione, anche in campo enoturistico.

“Un’informazione di qualità anche per il turismo enogastronomico”. Le Città del Vino sottoscrivono la campagna di comunicazione “Meno Giornali = Meno Liberi” lanciata da 9 associazioni del settore per salvaguardare il pluralismo dell’informazione e per una riforma urgente dell’editoria (www.menogiornalimenoliberi.it).

“L’informazione pluralistica è necessaria per garantire la democrazia, la conoscenza e il diritto di critica ma nel caso dei territori del vino– osserva il presidente delle Città del Vino, Pietro Iadanza – è anche una vetrina per piccoli Comuni, produttori, aziende e associazioni locali che spesso sono ai margini dei grandi circuiti mediatici.
Un’informazione libera e corretta in campo enoturistico è utile anche per la crescita economica di un settore che potrebbe dare lavoro a tanti giovani, ma che è purtroppo è ancora poco valorizzato. Se in Italia sono oltre 200 le testate non profit che rischiano di chiudere, come denunciato dai promotori dell’iniziativa, noi a causa della crisi lo abbiamo dovuto già fare con Terre del Vino, il mensile delle Città del Vino.

Questo ha aperto un vuoto informativo che vogliamo tornare a coprire presto con il rilancio di una nuova iniziativa editoriale. I piccoli Comuni hanno sempre più bisogno di un canale di comunicazione che racconti le loro risorse enoturistiche. Anche per questo motivo sosteniamo la campagna Meno Giornali = Meno Liberi”.

Marino Sinibaldi, Direttore di Radio 3, mette in guardia dai rischi connessi all’uniformità di pensiero. Il pericolo è che l’informazione passi solo per i grandi giornali. Il mondo della stampa e della cultura deve essere visto come un ambiente come gli altri. Un ecosistema fragile, che ha bisogno di diversità e di libertà di espressione per crescere e svilupparsi. Chiudere giornali di nicchia, di categoria o generazionali limita la libertà di opinione e rende tutti più poveri. Provocando danni anche economici, perchè con la chiusura delle idee, viene meno la ricchezza complessiva di una società.

Anche il Registro nazionale dei sociologi e dei consulenti della comunicazione si schiera a fianco della campagna “Meno Giornali = Meno Liberi” rappresentata da una palla di giornali malamente accartocciati. Questo è il simbolo della campagna di comunicazione alla quale Conscom ha aderito per salvaguardare il pluralismo dell’informazione e per una riforma urgente dell’editoria. Invitiamo i/le nostri/e soci/ie e le persone che ci seguono a firmare la petizione, pubblicata sul sito www.menogiornalimenoliberi.it e su tutti i social network con l’hashtag #menogiornalimenoliberi. Insieme ad altre importanti organizzazioni e realtà del paese chiediamo di mettere mano ai tagli immotivati del contributo diretto all’editoria e di avviare subito un Tavolo di confronto sull’indispensabile riforma dell’intero sistema dell’informazione che vede oggi coinvolti non solo i media tradizionali, come i giornali, la radio e le tv, ma anche quelli digitali sul web raggiungibili attraverso internet.

Ad essere in pericolo di chiusura sono oltre 200 testate non profit che rischiano lasciare senza impiego 3.000 posti di lavoro tra giornalisti, grafici e poligrafici. Nel corso dell’ultimo anno hanno già sospeso le pubblicazioni una trentina di realtà editoriali senza scopo di lucro.
(7-continua)

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