24 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2021 alle 14:38:43

Cronaca

Clan dei Casalesi, un arresto a Taranto

Sgominata la fazione legata agli Schiavone. Presi i figli dell’ex boss soprannominato Sandokan


C’è il centro dell’Italia ma è coinvolto anche il capoluogo jonico, fino ad arrivare alla Sicilia, nella maxi operazione contro la fazione Schiavone del clan dei Casalesi.

Tra i quaranta provvedimenti restrittivi uno è stato eseguito anche a Taranto. Solo pochi giorni fa i carabinieri avevano sequestrato terreni della camorra anche nella provincia tarantina. I militari del Nucleo investigativo avevano messo sotto chiave terreni situati in località Borraco, a Manduria, di proprietà di un quarantottenne, ex consigliere provinciale di Caserta, coinvolto nell’inchiesta denominata “Il principe e la scheda ballerina”.

L’uomo era stato arrestato il 6 dicembre del 2011, con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso insieme ad altri politici e amministratori, fra cui un ex sindaco di Casal di Principe. Per quei fatti è stato condannato con rito abbreviato, nel 2013, a sei anni e otto mesi di carcere. Il decreto di sequestro preventivo, che riguardava immobili ubicati nelle province di Caserta e Taranto, è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

I carabinieri nel corso dell’operazione avevano messo sotto chiave appartamenti di proprietà per circa 1,7 milioni di euro (una società, 14 terreni, 4 appartamenti e 2 veicoli. All’alba di oggi un altro blitz anticamorra che lega la Campania a Taranto. Tra i destinatari figurano anche Carmine e Nicola Schiavone, figli dell’ex boss Francesco, soprannominato Sandokan. Le misure cautelari sono state emesse dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, detenzioni di armi e ricettazione, reati tutti aggravati dal metodo mafioso. Nell’operazione, denominata “Spartacus Reset”, sono stati impiegati circa 200 carabinieri, elicotteri e unità cinofile. Francesco Schiavone é ritenuto il boss più importante del clan dei Casalesi.

Soprannominato Sandokan è diventato famoso per le lotte di potere avvenute nella sua cittadina natale soprattutto negli anni Settanta e Ottanta. Ha iniziato la sua carriera criminale come autista e guardia del corpo di Umberto Ammaturo. E’ stato arrestato per la prima volta nel 1972, all’età di 18 anni appena, per possesso illegale di armi da fuoco. Schiavone è stato coinvolto in alcune guerre fra diversi clan camorristici, guerre nelle quali negli ultimi decenni hanno perso la vita decine di persone nella zona di Napoli. Attualmente è sottoposto al regime carcerario speciale previsto dall’art. 41 bis. In casa di Schiavone, all’atto dell’arresto, furono rinvenuti dipinti di sua realizzazione e moltissimi libri, fra cui diverse opere su Napoleone Bonaparte.

Il 16 giugno 2008, durante le fasi finali del processo Spartacus che si svolgeva presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Schiavone compare in videoconferenza dal carcere de L’Aquila dove era detenuto, dichiarando di non voler comparire in video e di non voler essere considerato come una fiera in gabbia. Il 19 giugno 2008, con la conclusione del processo, è stato condannato definitivamente alla pena dell’ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei Casalesi. Dopo la condanna, il 28 giugno 2008, è stato trasferito nel carcere di Opera.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche