23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 10:41:00

Cronaca

Omicidio di Sarah Scazzi, battaglia sulla nuova perizia

Il Pg dice no alla difesa. La corte d’assise d’appello deciderà il 27


Nuova udienza oggi al processo di secondo grado per l'omicidio di Sarah Scazzi. Assente l’avvocato Coppi, hanno tenuto banco gli interventi del sostituto procuratore generale Antonella Montanaro (ha chiesto alla Corte d'Assise d'Appello l'inammissibilità della relazione peritale allegata alla memoria difensiva depositata il 6 marzo scorso) e dell'avv. Nicola Marseglia per conto di Sabrina Misseri, condannata all'ergastolo in primo grado, insieme a sua madre Cosima Serrano, per l'omicidio della quindicenne di Avetrana, uccisa e buttata in un pozzo il 26 agosto del 2010.

La consulenza dell'esperto informatico Antonio Politi riguarda l'accertamento dei carabinieri del Ros di Lecce sulla copertura delle compagnie telefoniche presenti nel territorio di Avetrana. Secondo il perito “vi è la prova scientifica che il cellulare di Cosima Serrano potesse essere al piano superiore della villetta alle 15.25 del 26 agosto 2010”.

Oggi, nell'ambito della sesta udienza del processo d'appello, il pg ha chiesto l'inammissibilità della consulenza ritenendola a tutti gli effetti un elemento nuovo che non è stato oggetto di contraddittorio nel corso dell'udienza preliminare né in sede di processo di primo grado, né presentata nei motivi di impugnazione delle condanne. I legali di Sabrina sostengono che l'accertamento dei Ros debba essere ripetuto e che la perizia non ha fondamento probatorio. Il rappresentante dell'accusa ha parlato di una doppia violazione di legge, rilevando che i difensori dell'imputata fanno propria la relazione presentandola come memoria, ma che invece integra il contenuto dell'atto d'appello e non è una 'prova sopravvenuta'.

“Dovremmo considerare questi – ha spiegato il sostituto pg Montanaro – dei motivi nuovi o aggiunti, ma evidenzio la mancata osservanza del termine procedurale anche per il contenuto della memoria”. Nella consulenza si fa riferimento a eventuali discrasie nella relazione dei Ros. Si contesta, ad esempio come dato tecnico, la mancata considerazione della valutazione delle celle telefoniche adiacenti. “Il consulente – ha aggiunto Montanaro – si contraddice perché in una parte contesta che sia stata utilizzato un telefono bloccato in modalità Umts nel complesso abitativo e in altra parte che sia stato utilizzato, simulando il cellulare di Cosima Serrano, un telefono bloccato in modalità Gsm”. La Corte, presieduta dal giudice Patrizia Sinisi, si è riservata di decidere. La difesa ha chiesto di valutare la consulenza del perito Antonio Politi ed eventualmente di ascoltare il comandante dei Ros Paolo Vincenzoni e del maresciallo Piro sulla perizia contestata. L’udienza è stata aggiornata al 27 marzo prossimo.

Oggi erano presenti in aula Cosima Serrano, seduta accanto ai suoi legali, Luigi Rella e Franco De Iaco, mentre Sabrina Misseri ha preferito rimanere seduta nel gabbiotto con le vetrate. Era in aula anche Michele Misseri (marito di Cosima e padre di Sabrina), condannato in primo grado a otto anni di reclusione per soppressione di cadavere. “Il nostro non è uno stratagemma per introdurre elementi nuovi al di fuori dei termini previsti da codice procedura penale. Abbiamo percepito un errore nella consulenza dei Ros perchè è stato utilizzato un metodo non attendibile. È stata accertata una cosa e ne è stata scritta un’altra. In un processo indiziario di omicidio davvero non abbiamo la curiosità di scoprire un eventuale errore di questa portata?”. Così, nel corso del processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi, l’avvocato Nicola Marseglia, che difende l’imputata Sabrina Misseri insieme con il collega Franco Coppi.

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