23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 10:41:00

Cronaca

Agricoltura, “Serve un progetto di sistema”

Dopo la manifestazione di Bari parla il presidente di Confagricoltura, Luca Lazzaro: “Noi non ci rassegniamo all’Imu ed alla burocrazia”


“Gli agricoltori non si rassegnano né all’Imu né ai burocrati”. Il presidente di Confagricoltura Taranto Luca Lazzàro, all’indomani della grande manifestazione di protesta di Bari, torna a focalizzare l’attenzione sui “mali” di un’agricoltura che sta cercando di resistere alla crisi e che, tuttavia, rischia di finire travolta da troppe e ingiuste tasse e da scelte politiche errate. L’azione di Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane, ´ha avuto il merito di mettere insieme le varie anime del nostro mondo, fatto tutt’altro che scontato, per tutelare l’agricoltura e l’agroalimentare italiano e pugliese”.

Dunque, presidente, torna da Bari soddisfatto?
“Sì, perché non abbiamo soltanto presentato un cahier de doléances, ma abbiamo saputo presentare una “visione”, un progetto da seguire per rilanciare un pezzo importante dell’economia. Non ci piangiamo addosso, ma vogliamo costruire soluzioni con chi ci sa ascoltareª.

Quanto “importante”, visto che spesso l’agricoltura appare o viene dipinta come la cenerentola dell’economia?
“Sono i dati aggregati a livello nazionale a confermare ciò che sostengo. Stiamo parlando di un settore che in Italia conta 2 milioni di imprese, di cui oltre 275mila solo in Puglia, e che vale il 9% del Pil italiano, 14% considerando anche l’indotto. Nella nostra filiera vengono impiegati 3,2 milioni di lavoratori, cioè il 14% degli occupati italiani ed essa offre all’erario un contributo valutato in più di 25 miliardi di euro”.

Il prefetto Nunziante che cosa vi ha detto?
´Il prefetto si è impegnato a segnalare il disagio del settore al Governo. La presenza di 15 sindaci pugliesi nella delegazione ha evidenziato la necessità di un cambiamento di rotta e testimoniato la condivisione della nostra battaglia tra chi poi quell’Imu iniqua deve metterla all’incasso”.

Nel vostro “pacchetto”, oltre alla tanto contestata Imu agricola, ci sono altre questioni spinose?
“In 13 punti abbiamo descritto ciò che non va, dalla dotazione di gasolio agricolo alle aziende, ai ritardi della Pac, dei Psr, ma soprattutto dove si può intervenire per renderci la vita meno complicata e sostenere redditi fermi ai livelli del 2005. Parlo di tagliare via gli Enti inutili, di messa in sicurezza del territorio, di questioni ambientali, di competitività, di semplificazione amministrativa e burocratica”.

Ma l’emergenza Xylella vi preoccupa?
´La gravità della situazione richiede un impegno importante e tempestivo per contrastare questa emergenza fitosanitaria che assume dimensioni sempre più ampie. Il legislatore devr tutelare con interventi economici e normativi i territori colpiti da Xylella e prevedere sgravi fiscali, contributivi e sui mutui; ma anche individuare strategie e misure di sostegno per il consolidamento finanziario delle aziende agricole e di trasformazione”.

E poi c’è Taranto, che è un caso a parte.
“Ma per noi è cruciale. Soprattutto perché con la conversione del decreto Salva-Ilva o Salva-Taranto, dipende dai punti di vista, c’è sul tappeto il Tavolo Istituzionale permanente per l’adozione di un Contratto Istituzionale di Sviluppo”.

Dove, però, l’agricoltura non c’è.
´Ci dovrà essere. Un ordine del giorno della Camera ha impegnato il Governo a valutare l’inserimento del Ministero delle Politiche Agricole tra i soggetti che faranno parte del Tavolo”.

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