18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 21:07:14

Cronaca

Blitz Uccellino bianco, domiciliari per Saverio Valerio Cavallo

Per gli altri imputati nel procedimento che ha stroncato il giro di droga la sentenza ha stabilito pene elevate: tra i 7 ed i 9 anni di reclusione


LIZZANO – Ha ottenuto gli arresti domiciliari Saverio Valerio Cavallo, imputato nel procedimento “Uccellino Bianco”, che ha stroncato un giro di droga nel versante orientale tra Lizzano San Giorgio, Fragagnano Torricella e comuni limitrofi.

Cavallo è ritenuto elemento di spicco in tale operazione ed uno dei più attivi nel circuito del narcotraffico lizzanese. Il processo per molti degli imputati è stato definito con il rito abbreviato, con sentenza emessa dal gup Pompeo Carriere lo scorso 9 febbraio. La sentenza di condanna ha stabilito pene elevate per tutti gli imputati oscillanti tra i 7 ed i 9 anni di reclusione.

Cavallo ha scelto di procedere con il rito ordinario e di dimostrare le sue ragioni nel dibattimento. Il gup condividendo le argomentazioni dei legali, gli avvocati Luigi Danucci e Salvatore Maggio, gli ha concesso gli arresti domiciliari.

Lo scorso luglio un altro elemento di spicco del gruppo, il 42enne lizzanese Giuseppe Panariti, ha ottenuto i “domiciliari”. Il gip lo ha mandato a casa accogliendo la richiesta avanzata dal difensore dell’uomo. L’attività di indagine, iniziata nel febbraio del 2012 e terminata sette mesi dopo, grazie all’ausilio di numerose intercettazioni telefoniche è riuscita a documentare una intensa attività di spaccio di cocaina a Lizzano e i paesi limitrofi.

Secondo l’accusa un ruolo di spicco lo avrebbe ricoperto Giuseppe Panariti che ha avuto la piena collaborazione della moglie Giuseppina Cannarile, del fratello Gaetano, e di una coppia di incensurati Antonio Marino e la moglie Rossella Peluso che avrebbero provveduto a custodire nella propria abitazione la droga destinata allo spaccio. Molto attivi anche Saverio Valerio Cavallo, Luca Oliva e Francesco Saracino. Nel corso delle indagini sono stati identificati oltre un centinaio di acquirenti. Il gruppo per indicare gli stupefacenti usava termini come moduli, fotocopie, cantina, prestampati, portiere, patelle, mortadella, boccacci di carciofi, birra, spine, carne.

La cessione dello stupefacente sarebbe avvenuta sia nei pressi delle abitazioni degli imputati che in alcuni locali che erano nella loro disponibilità.

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