20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

Cronaca

Ilva, oltre 3mila in “solidarietà”

L'azienda ha comunicato i numeri ai sindacati dopo la fermata di Afo5


L'Ilva ha comunicato alle segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm i numeri dei contratti di solidarieta' da utilizzare per i lavoratori in esubero da lunedi' prossimo fino al mese di giugno. Come prevedibile, le cifre aumentano in seguito alla fermata di alcuni impianti per gli interventi di manutenzione e rifacimento previsti dall'Aia, a partire dall'Afo5, il piu' grande d'Europa. Nella settimana dal 23 al 31 marzo saranno in solidarieta' 2.310 unità. Per il mese di aprile 3.131 lavoratori, a maggio 3.128, a giugno 3.178. I numeri espressi sono in continuita' con quelli dell'accordo siglato con le organizzazioni sindacali che prevede un utilizzo massimo a rotazione di 4.074 dipendenti. Tra martedi' e giovedi' prossimi si fermera' anche l'Acciaieria 1, un altro impianto dell'area a caldo posto sotto sequestro con facoltà d'uso dalla magistratura.

RENZI CHIEDE AGGIORNAMENTO SU SITUAZIONE –
Nel corso dell'incontro di ieri a Palazzo Chigi (preceduto dalla visita a Taranto del sottosegretario Delrio), il premier Renzi ha voluto essere informato sullo stato dell'arte del risanamento dell'Ilva. A due settimane dal varo della legge Salva-Ilva il premier ha sentito i ministri Federica Guidi e Pier Carlo Padoan e il commissario Piero Gnudi. All'incontro era presente anche il sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova. Secondo quanto si apprende, durante la riunione, si e' parlato della societa' di turnaround previsto dal decreto sulle banche popolari che potra' diventare operativa e intervenire nel rilancio dell'Ilva non appena il decreto, attualmente all'esame del Senato, sara' legge. Si e' parlato della newco che rilevera' gli stabilimenti Ilva e delle garanzie dello Stato a copertura dei 400 milioni di finanziamenti che Cassa Depositi Prestiti dovrebbe mettere a disposizione del gruppo siderurgico. Il premier e' stato anche informato dell'iter che sta seguendo la procura di Milano per ottenere dalla Svizzera i fondi Riva. Renzi si è interessato allo Stato dell'andamento del processo autorizzativo da parte del ministero dell'Ambiente per i lavori previsti dall'Aia che, sempre secondo quanto si apprende, si sta facendo attendere.

INCIDENTE: COBAS, SITUAZIONE PEGGIORA –  
È stato con ogni probabilità un guasto a uno scambiatore a provocare ieri sera il deragliamento di un carro-siluro carico di ghisa nell'area dell'Acciaieria 2 dell'Ilva di Taranto. Il mezzo ha abbattuto una serie di sostegni e tralicci e provocato lo scoppio di una tubazione in cui circola vapore, che ha comportato il fermo temporaneo dell'impianto, poi ripartito dal bilico opposto. Secondo alcuni delegati sindacali il problema allo scambiatore era già stato segnalato nei giorni scorsi. Lo Slai Cobas di Taranto sostiene “che all'Ilva la situazione peggiora ogni giorno di più mettendo costantemente a rischio la salute e la stessa vita degli operai e in pericolo la città. Neanche tre settimane fa, il 6 marzo, si era verificato – ricorda il sindacato di base – un gravissimo incidente alla Colata continua 5, in cui l'acciaio liquido, colato dalle siviere nella torre, fuoriuscì per venti minuti, a 1000 gradi circa”.

PERCHÈ FALLÌ LA TRATTATIVA CON ARCELOR-MITTAL  –
“La definizione delle problematiche giudiziarie sui beni di proprietà del gruppo Ilva, il conseguimento di una Autorizzazione integrata ambientale avente una durata pari a 16 anni dalla data di acquisto dell'azienda e l'ottenimento di una netta separazione giuridica al fine di eliminare qualsiasi responsabilità e passività derivanti dalle problematiche ambientali, finanziarie e giudiziarie del gruppo Ilva”. Sono queste, ha riferito il vice ministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti in commissione Attività produttive della Camera, le “condizioni che hanno decretato il non soddisfacente esito delle trattative” tra Arcelor Mittal/Marcegaglia e l'allora commissario del gruppo siderurgico. E questo “unitamente all'ormai critica situazione patrimoniale dell'Ilva spa – ha concluso De Vincenti, rispondendo a un'interrogazione della Lega Nord – ha comportato, come è noto, l'inevitabile richiesta di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria”.

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