02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca

Bonifiche, necessario fare di più

Affollato meeting tra Vera Corbelli ed i rappresentanti di diverse associazioni. “Agricoltura, turismo ed artigianato vogliono fatti”


L’obiettivo resta dare risposte al territorio e alla gente. E’ questo il concetto che Vera Corbelli, commissario straordinario per le bonifiche dell’area di Taranto, ha ribadito nell’incontro con i rappresentanti dei settori delle attività dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio, turismo e della pesca: Alfonso Cavallo (Coldiretti), Riccardo Caracuta (Claii), Cosimo D’Andria e Aldo Manzulli (Confcommercio), Domenica Annicchiarico e Sfefano Castronuovo (Casartigiani), Cosimo Bisignano (Lega Pesca), Emilio Palumbo (Agci Pesca), Carla Macripò (Unci Pesca).

Un incontro nel quale le categorie che rappresentano le imprese che operano nei settori della coltivazione e commercializzazione dei prodotti della terra e del mare (le più direttamente penalizzate dall’inquinamento industriale) e del turismo, hanno rappresentato le difficoltà dei settori  fortemente danneggiati dal permanere di una situazione che ha ormai compromesso l’immagine delle produzioni  locali sui mercati nazionale ed estero. Un contesto  che richiede una forte accelerazione sui programmi di bonifica – è stato evidenziato – condizione essenziale per restituire tranquillità ai consumatori e per poter riconquistare le quote di mercato perse.

La definizione delle fonti facilita il processo di verifica  dei livelli di inquinamento,  passaggio necessario per  rilancio  delle produzioni locali, ormai nell’immaginario collettivo ‘contaminate’ – al di là di ogni ragionevole verifica –  dal tam tam  mediatico. Un marchio di negatività che ha messo in crisi  tutto il comparto della mitilicoltura locale e di buona parte dell’agricoltura, ma anche del turismo, e che ora più di altri chiedono che si faccia chiarezza sulla natura e sui livelli di inquinamento, e che sollecitano crono-programmi, metodi e percorsi certi e qualificati di intervento. E’ fondamentale procedere con metodo.

Le bonifiche – secondo le associazioni-  rappresentano il punto di arrivo del percorso messo  in pista dal Commissario, a sintesi di un’analisi approfondita, che dia piena conoscenza della natura e delle fonti inquinanti. Capire chi, come e quanto inquina prima ancora di decidere ‘come’ intervenire. Percorso che non può prescindere dalla riprogrammazione – economica e sociale – del territorio, tema che dovrà necessariamente vedere impegnate le rappresentanze delle categorie.

Un ragionamento pienamente condiviso dalla Corbelli che ha spiegato perché ad oggi non si sia proceduto a rendere pubblici gli atti acquisiti, e come la complessa
fase di ricognizione delle fonti, fondamentale per la predisposizione degli interventi di bonifica,  richieda ancora degli approfondimenti.  Un lavoro dietro le quinte che si sta rivelando oltremodo complesso.

Per quanto concerne ad esempio il Mar Piccolo è emerso che i livelli di inquinamento variano in base alla natura delle  fonti, ciò determinerà con ogni probabilità  metodologie di intervento diverse a seconda delle aree e della destinazione d’uso, tema sul quale saranno chiamati a discutere  gli stakeholder.

Portarsi in avanti con la individuazione della metodologia di intervento ‘capping’ – come suggerito da alcune  organizzazioni e da una parte della comunità scientifica- potrebbe rivelarsi una scelta non adeguata, se non addirittura dannosa. Il Commissario ha infine annunciato che entro fine maggio sarà organizzata una giornata seminariale, dedicata agli approfondimenti di questi temi.

Ma dalle parole è necessario passare ai fatti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche