Cronaca

L’Ance: urge accelerare sulle bonifiche in mar Piccolo

Positivo il confronto col commissario Corbelli


“Dal recente incontro del Commissario Straordinario per le Bonifiche dell’area di Taranto Vera Corbelli con le associazioni degli operatori dei vari settori economici sono scaturiti ulteriori elementi di riflessione per la programmazione delle azioni di bonifica del Mar Piccolo. Al commissario va quindi dato atto di un approccio aperto e franco, in un momento e in un territorio dove, spesso e volentieri, i pareri e le idee galleggiano in un mare tutt’altro che calmo nel quale diventa difficile per tutti operare o almeno progettare e prefigurare scenari praticabili”. E’ quanto si legge in una nota dell’Ance Taranto presieduta da Antonio Marinaro.

“Allo stato pertanto, in considerazione della necessità negli ultimi mesi ripetutamente ribadita di completare gli approfondimenti scientifici, evidentemente ritenendo insufficienti quelli fino ad oggi prodotti, si prende atto della valutazione prudentemente negativa di inadeguatezza e possibile dannosità del capping. Corre però l’obbligo di precisare che la proposta Ance, elaborata con la stretta collaborazione e supervisione scientifica dell’istituto di ricerca del territorio vocato al Mar Piccolo ed il know-how industriale di una eccellenza produttiva italiana, si pone esclusivamente come possibilità di sperimentazione e di validazione di una tra le metodologie di intervento a disposizione.

L’iniziativa pertanto, lungi dal puntare a primati ed esclusive ad oggi del tutto fuori luogo, nel mettere in pratica spunti ed indicazioni della ricerca locale può offrire ulteriori e concreti elementi di valutazione a supporto delle decisioni che saranno assunte nell’ambito del più ampio ventaglio delle tecniche disponibili.

Chiarito questo punto, ci piace sottolineare che tutti gli approcci ipotizzabili, anche quelli integrati con tecniche di intervento diverse a seconda della diversa problematicità delle aree, devono necessariamente fare i conti con il fattore “tempo”. Spostare in avanti la conclusione di indagini e studi di anni al solo fine di comprendere quanto già evidenziato da numerosi analisi e riferimenti scientifici di livello, significa assestare un ennesimo colpo a questo territorio, il bacino del Mar Piccolo e le attività economiche ad esso legate che aspettano da oltre 20 anni che le parole possano davvero trasformarsi in fatti.

La speranza è che si possa far bene ma in tempi ragionevolmente compatibili con le emergenze di un’area che non può permettersi di vanificare, tra ritardi e conflittualità, importanti aspettative di risanamento e rilancio. Se la fretta può essere cattiva consigliera, la lentezza e l’immobilismo possono rappresentare davvero la fine di ogni proposito di ripresa di questo territorio”.

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