21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 09:58:00

Cronaca

Contrabbando di sigarette, nei guai operaio incensurato

Rinvenute 99 stecche di sigarette di varie marche estere, tutte prive di contrassegno del Monopolio di Stato


Operaio incensurato vendeva sigarette di contrabbando.

Nel pomeriggio di ieri i carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Taranto hanno denunciato in stato di libertà, un 33enne, residente nel rione Tamburi.

Durante uno dei servizi per la prevenzione e la repressione dei reati in genere, i militari, transitando per una via del quartiere, hanno notato un paio di ragazzi uscire da un portone di un condominio con alcuni pacchetti di sigarette tra le mani. I due, immediatamente allontanatisi e subito raggiunti e controllati, erano in possesso di  pacchetti di sigarette privi del bollo del Monopolio di Stato. Da una indagine svolta nel giro di pochi minuti, nonostante la scarsa collaborazione degli acquirenti, i carabinieri sono riusciti a risalire all’appartamento nel quale venivano vendute le “bionde” di contrabbando .

Durante una perquisizione domiciliare sono state rinvenute 99 stecche di sigarette di varie marche estere, tutte prive di contrassegno del Monopolio di Stato. Il 33enne, proprietario della casa, condotto nella caserma di viale Virgilio, è stato denunciato in stato di libertà. Sta tornando in città il contrabbando di sigarette.

Diversi gli episodi che vedono coinvolti anche insospettabili i quali per arrotondare vendono i pacchetti di “bionde” in casa. Com’è noto il fenomeno del contrabbando era stato debellato nel 2000 con l’operazione “Primavera”.

Ma secondo la procura antimafia di Lecce c’è una ripresa che non è  episodica. Vengono ipotizzati  traffici con le vecchie modalità e sequestri continui di alcune decine di chili di sigarette occultati nei camion traghettati sulle navi provenienti dalla Grecia.

Nel 1999 le “bionde” venivano spedite dal Montenegro. Ora la rotta si è spostata e ci sono basi operative nelle isole greche. I contrabbandieri fanno ricorso alle cosiddette navi-madri fatte stazionare in alto mare, nello Ionio meridionale.

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