Cronaca

«La Settimana Santa può rappresentare l’inizio del rilancio storico culturale della Città Vecchia»

L'intervento di Angelo Matacchiera, delegato per la Città Vecchia della Confcommercio


Terminata la Settimana Santa, per le attività commerciali della Città Vecchia è tempo di bilanci.

«Anche quest’anno – si legge in una nota a firma di Angelo Matacchiera, delegato per la Città Vecchia della Confcommercio – i Riti della Settimana Santa hanno confermato il loro trend attrattivo turistico, convogliando migliaia di fedeli e turisti al seguito delle processioni. Maggiore intensità è stata raggiunta venerdì in concomitanza della Processione dei Misteri che, in occasione del 250° anniversario della donazione delle statue della famiglia Calò, è tornata nuovamente nella Città Vecchia. Senza nulla togliere al percorso originale, la novità del percorso della processione dei Misteri in Città Vecchia ha permesso al popolo di riappropiarsi di un rito: grazie agli ampi spazi previsti nel percorso i fedeli hanno potuto partecipare all’evento senza barriere e con uno spirito composto e commovente enfatizzato da un’atmosfera e da una scenografia naturale che il borgo antico ci ha regalato. Importante è stato l’apporto delle Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale di Taranto, che ha garantito un eccellente  servizio di ordine pubblico, che con i loro presidi hanno garantito sicurezza e controllo».

«Importante – prosegue il rappresentante della Confcommercio – è stato anche l’operato del Comune di Taranto nella lotta all’abusivismo, nota dolente delle precendenti manifestazioni popolari. Insomma il bilancio della manifestazione non può che essere positivo, e deve, soprattutto, essere l’inizio di un nuovo percorso per il rilancio storico culturale tanto voluto e richiamato anche dall’Arcivescovo durante i Suoi discorsi. Se Comune di Taranto, Forze dell’Ordine e Commercianti continueranno a collaborare come è successo nella Settimana Santa allora la Città Vecchia potrà essere pronta ad accogliere frequentemente iniziative di questa caratura sociale».

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