22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 06:57:07

Cronaca

Sbarchi dei disperati, arrestato uno scafista. Diversi i casi di scabbia

Un tunisino bloccato dalla Polizia. Nelle prossime ore previsti altri arrivi


Tra i profughi spunta pure uno scafista.

Nella mattinata di ieri, è giunta presso il porto di Taranto il Pattugliatore della Marina Militare Islandese “Landhelgisgaslan” con a bordo 357 profughi, tra cui 45 minori non accompagnati, soccorsi nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. Al termine delle operazioni di sbarco, dopo essere stati accolti, rifocillati e sottoposti ad adeguati accertamenti medico– sanitari, i migranti sono stati trasferiti, a bordo di autobus, alla volta di centri di accoglienza ubicati in altre regioni mentre una cinquantina di essi, quasi esclusivamente minorenni, hanno trovato ospitalità presso strutture del capoluogo

Dopo le rituali operazioni di identificazione, il personale della Polizia di Stato ha espletato una articolata  attività investigativa finalizzata all’individuazione degli scafisti. All’esito della stessa, gli investigatori hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravata dalla transnazionalità, un cittadino tunisino di anni 44. In particolare, alcuni dei migranti soccorsi hanno indicato il tunisino come lo scafista che avrebbe governato la loro imbarcazione sino al momento delle operazioni di soccorso in acque internazionali. Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria all’uomo è stata sequestrata anche una somma di denaro pari a circa 300 euro.

Diversi i casi di scabbia rilevati, mentre Taranto si trova ancora al centro del ciclone-immigrazione, con altri arrivi attesi a breve. E mentre dal Viminale è partita una richiesta perentoria a tutte le Prefetture d’Italia ad individuare nuove sedi per far fronte al massiccio arrivo di migranti che continuano a sbarcare, il sindaco Stefàno sollecita al ministro Alfano una data certa per un incontro più volte richiesto, anche con numerosi e purtroppo infruttuosi contatti telefonici,  ma senza alcun  esito. La richiesta di incontro del Sindaco Stefàno, in realtà, raccoglie  l’appello unanime di altri 10 colleghi sindaci di Comuni frontalieri, ossia di Palermo, Trapani, Augusta, Pozzallo, Reggio Calabria, Salerno Porto Empedocle e  Lampedusa particolarmente interessati dagli approdi dei profughi e nasce dalla  necessità di condividere azioni programmate e pianificate per fronteggiare l’emergenza dei profughi provenienti dalle coste del Nord Africa e dal Medio Oriente.

“In modo non concordato e, quindi, sostanzialmente inaspettato abbiamo aperto  le porte dell’accoglienza umanitaria, con tutto quello che ne consegue quanto ai complessi aspetti organizzativi. In questo contesto, che tende ad assumere contorni sempre più preoccupanti il silenzio da parte del Suo Ministero alla nostra richiesta di incontro, non è più accettabile ed urge, senza più indugi, un momento di confronto e coordinamento sulle più accorte iniziative da mettere in atto ed anche per discutere le più recenti disposizioni relative alle possibilità conferite ai Prefetti di poter disporre in maniera autoritativa della proprietà immobiliare anche privata per dare un tetto ai profughi”.

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