25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

Emergenza lupi e cinghiali Gli agricoltori scrivono a Nardoni

L'intervento di Cia, Confagricoltura e Copagri


Lupi, cinghiali e, ora, anche storni. Le organizzazioni agricole chiedono alla Regione Puglia di risolvere l’emergenza dei danni causati dalla fauna selvatica.

Un problema che, dopo mesi di segnalazioni e attacchi da parte di branchi di lupi, si arricchisce di nuovi “capitoli”; investendo non solo la provincia di Taranto, per la quale a suo tempo erano state denunciate le criticità registrate nell’agro di Martina Franca e Crispiano, ma anche vaste aree del Foggiano e del Barese. Aumentano gli attacchi e, di conseguenza, i danni causati alle aziende agricole e al loro patrimonio armentizio senza che siano state individuate opportune modalità di risarcimento.

Per le organizzazioni di categoria la questione non è più rinviabile ma va affrontata con un intervento urgente da parte della Regione Puglia. Per questo motivo Confagricoltura Puglia, Cia Puglia e Copagri Puglia hanno inviato una lettera di sollecito all’assessore regionale alle Risorse Agricole e Forestali, Fabrizio Nardoni.

“Come più volte segnalato – si legge nella missiva – si ripetono, nei territori delle province di Taranto, Bari e Foggia, attacchi di lupi agli animali allevati allo stato brado e semibrado e, in alcuni casi, sin all’interno dei recinti di stabulazione. A ciò vanno ad aggiungersi i danni arrecati alle produzioni agricole dai cinghiali, nelle province di Bari, Bat e Foggia, e dagli storni, nella provincia di Brindisi. La difficile convivenza dell’attività agricola e della pastorizia in particolare con i predatori all’interno dello stesso territorio – si fa presente ancora – viene ulteriormente complicata dall’inerzia che gli Uffici dell’Assessorato stanno dimostrando nell’occasione.

Nonostante le ripetute sollecitazioni, le accorate richieste e le tante riunioni collegiali, ad oggi nulla di nuovo è dato sapere circa i risarcimenti danni, a parte risibili interpretazioni che ribaltano chiare e favorevoli direttive comunitarie”.

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