26 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

“Un faccia a faccia tra scafista e profughi”

Chiesto l’incidente probatorio per il tunisino arrestato dalla Polizia dopo l’ultimo sbarco


Presunto scafista arrestato dalla polizia, il pm ha chiesto al gip l’incidente probatorio.

Il cittadino tunisino di quarantaquattro anni che è difeso dall’avvocato Valerio Diomaiuto sarà messo a confronto con i migranti. L’uomo nell’interrogatorio ha respinto ogni accusa. “Non sono uno scafista. Ho pagato mille euro per poter arrivare in Italia. Siamo partiti dalla Libia dove eravamo minacciavano di morte” ha dichiarato al gip.

Era stato fermato dopo che era giunto nel porto di Taranto il pattugliatore della Marina Militare Islandese con a bordo 357 profughi, tra cui 45 minori non accompagnati, soccorsi  nel Canale di Sicilia. 

Dopo le rituali operazioni di identificazione la Polizia di Stato ha condotto una attività investigativa finalizzata all’individuazione degli scafisti. Gli agenti hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria il cittadino tunisino per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravata dalla transnazionalità. Alcuni dei migranti soccorsi lo hanno indicato come lo scafista che avrebbe governato la loro imbarcazione sino al momento delle operazioni di soccorso in acque internazionali.  Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria all’uomo è stata sequestrata anche una somma di denaro. Taranto, intanto, si prepara ai nuovi sbarchi, in ragione dell’emergenza, mentre non si spegne l’eco del naufragio di ieri con 700 migranti morti nel canale di Sicilia in seguito al ribaltamento di un barcone.

L’eurodeputato Kyenge ha posticipato al pomeriggio la sua visita in città, dopo un malore che il suo staff attribuisce allo choc per la notizia del drammatico avvenimento.

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