27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Cronaca

Ambiente svenduto, l’Ilva chiede di patteggiare

Presentata l’istanza dei legali al Ministero per lo Sviluppo Economico


L’Ilva in amministrazione straordinaria, tramite l’avv. Angelo Loreto, che rappresenta in giudizio l’azienda insieme con il collega Filippo Sgubbi, ha chiesto al Ministero per lo Sviluppo economico il permesso di avanzare richiesta di patteggiamento nell’ambito dell’udienza preliminare per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva.

E’ stato lo stesso legale a comunicarlo al gup di Taranto Vilma Gilli, chiedendo il differimento della sua discussione in attesa della risposta del ministero.

Oggi prosegue la discussione dei difensori degli imputati (sono 52 alla sbarra: 49 persone fisiche e tre società). Ora è in corso l’arringa del difensore di Riva Forni Elettrici, mentre l’altra società coinvolta è Riva Fire. E’ stata rinviata, per impegni parlamentari, la discussione dell’avvocato Francesco Paolo Sisto per Lorenzo Liberti (consulente tecnico della Procura di Taranto, che è accusato tra l’altro di corruzione in atti giudiziari). Il gup ha acquisito, su richiesta della Procura, la trascrizione integrale di una intercettazione ambientale che riguarda l’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido (Pd) che risponde, in concorso con l’ex assessore provinciale all’Ambiente Michele Conserva di concussione per aver fatto pressioni (insieme all’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà) su due dirigenti per facilitare il rilascio dell’autorizzazione di una discarica per rifiuti speciali nell’Ilva.

E’ prevista inoltre la discussione dei legali di due imputati che hanno chiesto il rito abbreviato: gli avvocati Michele Laforgia e Antonio Raffo per Roberto Primerano (funzionario di Arpa Puglia, già consulente della Procura, accusato di falso ideologico, concorso in disastro doloso e avvelenamento di acque o sostanze alimentari) e gli avvocati Antonio e Carlo Raffo per don Marco Gerardo (che fu segretario dell’ex arcivescovo di Taranto mons .Benigno Luigi Papa e risponde di favoreggiamento). Intanto, si registra una dura nota di Trasportounito in merito alla vicenda ‘industriale’ che ruota attorno all’Ilva. Grande liquidità e pagamento immediato dei fornitori: promesse elargite alla fine di febbraio agli autotrasportatori che mobilitavano in Italia fuori dai cancelli dell’Ilva dall’attuale Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Delrio, e che decorsi due mesi dalla composizione – per certi versi incauta – di quella vicenda, rimangono lettera morta.

Nel merito: i crediti vantati dalle imprese dell’autotrasporto anteriormente al 21 gennaio 2015 (data di ammissione di Ilva Spa alla procedura di Amministrazione Straordinaria) saranno liquidati, non oltre un terzo, fino al 30 giugno prossimo. Decorsa quella data, sarà nuovamente massima incertezza sui tempi necessari per l’erogazione dei successivi acconti. Intanto, nell’attesa di ricevere quanto di competenza, le imprese sono invitate a “pazientare con fiducia”, dovendo peraltro dimostrare la fondatezza della propria pretesa con un ulteriore ingombro di carattere burocratico che non garantisce celerità al pagamento del debito contratto. La dotazione finanziaria di 35 milioni di euro del Fondo di Garanzia per le PMI che avrebbe dovuto sostenere le imprese creditrici prossime al baratro al termine del fermo dei servizi, è rimasta solo sulla carta. Numerosi imprenditori si sono rivolti a Trasportounito lamentando che i propri istituti di credito si dichiarino non al corrente della misura in questione. Rinnoviamo pertanto l’invito a dare attuazione a misure concrete per dotare Ilva della necessaria liquidità economica per continuare a prestare i servizi di trasporto e salvaguardare l’attività produttiva.

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