25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

Porto, a Roma si cerca la ricucitura con Evergreen

Vertice per discutere del futuro dello scalo tarantino


Incontro a Roma, ieri, per discutere delle sorti del nostro porto. Il Sindaco Stefano e il Presidente dell’Autorità Portuale a colloquio, a Palazzo Chigi, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti.

Oggetto dell’incontro, la proposta inviata giovedì scorso dal Governo, sia ad Evergreen, azionista al 40% di Tct (Taranto Container Terminal), sia all’Autorità Portuale.
La situazione in cui versa il nostro scalo è intollerabile, da quando Evergreen ha scelto Bari per i traffici verso il Pireo ed ha interrotto il traffico delle navi oceaniche, perché incompatibile, sempre secondo l’azionista, con i lavori in corso ai moli polisettoriali, le attività presso il terminal si sono azzerate.

In previsione del vertice, l'altro ieri il Sindaco ha ricevuto, a Palazzo di Città, i sindacati dei trasporti. Le preoccupazioni maggiori di Stefano riguardano i lavoratori, che rischiano di perdere il posto di lavoro. Per scongiurare la drammatica prospettiva si deve evitare a tutti i costi che il terminal resti fermo per quasi due anni. Intanto, secondo fonti sindacali, la proposta avanzata dal Governo non sarebbe adeguata alle esigenze della città, si rischierebbe di avere circa 180 esuberi. A ciò si aggiunga la cassa integrazione di 570 lavoratori, in scadenza a maggio, per la quale si attende il rinnovo.

Si è svolto anche un altro importante incontro, presso la sede dell’Autorità Portuale, tra sindacati e imprese appaltatrici delle opere della piattaforma logistica.
Su questi argomenti è previsto un altro incontro, sollecitato dai sindacati, il prossimo 24 aprile, in Prefettura. Ad intervenire, anche il comitato ‘Il porto di Taranto non deve morire’ che “registra ed osserva in maniera davvero aspra l’attuale situazione circa la vertenza della Taranto Container Terminal, come ormai noto in prossimità della ultima scadenza ormai davvero imminente della Cigs cassa integrazione straordinaria prevista per il 28 maggio nulla di concreto si muove. Purtroppo, a mesi di distanza dal  famoso incontro romano del 30 ottobre del 2014 , il quale a detta delle cronache ed essendo stati presenti, potenzialmente poteva sembrare risolutivo, al contrario invece ci troviamo ancora in un stato di completo stallo con ulteriori e gravosi peggioramenti davvero preoccupanti. Per noi del Comitato prende sempre piu forma l’idea triste della mobilità di 530 operatori di Tct , questo vuol dire svuotare un individuo, questo vuol dire togliere la dignità a tutte quelle famiglie che campano che vivono per il cosiddetto lavoro sancito dalla nostra costituzione.

Pensiamo questo, in virtù delle ultime notizie ormai note, cronache di un disastro da noi già abbondantemente denunciato ed annunciato più volte anche in passato, quando noi del comitato, subito dopo la presentazione del cosiddetto cronoprogramma da parte dell’autorità portuale di Taranto, abbiamo chiesto nell’immediato di far condividere in maniera davvero celere il  cronoprogramma con tutti gli azionisti della Taranto Container Terminal s.p.a., non pensavamo certo ad uno scenario simile, immaginavo soltanto che bisognava fare presto per scongiurare tutto questo bruttissimo presente purtroppo per noi davvero pesante”.

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