17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Cronaca

La crisi del lavoro: Vestas, dramma dimenticato

La lettera dei lavoratori: “Pensavamo che ci fossero degli spiragli ma ora temiamo per il futuro delle nostre famiglie. Serve chiarezza”


“La presente per comunicarvi la situazione di un gruppo di lavoratori di Taranto, dipendenti di quella che una volta era la Vestas Nacelles Italia Srl. A fine 2013, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si raggiunse un accordo tra azienda, ministero e sindacati, in base al quale i dipendenti sarebbero stati riassorbiti nelle altre aziende della multinazionale danese in caso di favorevole congiuntura di mercato. Di conseguenza pensavamo che i nostri lavori e le nostre vite fossero al sicuro”. E’ quanto scrivono gli stessi lavoratori.

“Purtroppo per noi, non è così. Nel corso del tempo abbiamo visto chiudere la nostra fabbrica, i cui bilanci registravano attivi. Abbiamo visto la produzione trasferirsi a Léon, in Spagna, dove i salari sono leggermente più bassi. Dopodiché abbiamo visto i nostri colleghi Italiani andare a supportare la produzione spagnola. E solo dopo questo abbiamo visto alcuni lavoratori essere riassunti nella fabbrica di pale di Taranto, che aveva acquisito una nuova linea di produzione – V112, un nuovo capannone (ex Marcegaglia) con un’ulteriore linea di produzione – V126, ed uno spazio operativo al porto. Gli ordinativi sono aumentati e con essi le assunzioni, le due aziende Vestas presenti sul territorio tarantino hanno circa 750 dipendenti in forza: le condizioni per la riassunzione, come scritto nell’accordo di Roma, sono evidenti. Tuttavia per alcuni di noi la situazione è critica. Nell’arco di pochi mesi la Cigs finirà e a dispetto del momento positivo dell’industria eolica per Vestas, 15 tra operai e impiegati sono ancora fuori dalla fabbrica, in attesa che l’accordo venga rispettato da Vestas Blades o da Vestas Italia, indifferentemente.

Diversi incontri si sono tenuti presso Confindustria ultimamente, nessuna delle due aziende ha presentato opportunità d’impiego per gli impiegati, e non ha fornito rassicurazioni per quanto riguarda gli operai, specificando che un paio di essi non sarebbero nemmeno considerati impiegabili. Questo è il motivo per il quale le unioni sindacali hanno deciso di iniziare delle azioni nei confronti dell’azienda: loro (e noi) sono lontani dal capire perché Vestas Blades and Vestas Italia, nonostante una buona congiuntura del mercato eolico e buone prospettive di carico di lavoro, continuano a rifiutare di offrire opportunità lavorative agli ultimi lavoratori che si trovano fuori dai cancelli della fabbrica”.

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