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23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Cronaca

Dramma senza fine, sbarcati altri 203 migranti. C’è anche un bimbo

Sono arrivati a bordo della nave porta container Alexander Maersk


Duecentotre migranti sbarcano nel capoluogo jonico. Tra di loro anche un bambino.

Nuovo sbarco di migranti stamattina al porto.

Poco prima di mezzogiorno una nave porta container, la Alexander Maersk, ha attraccato al molo San Cataldo carica di persone provenienti dai paesi africani. Erano circa duecentotre i profughi, di diverse etnie, che pian piano sono stati fatti scendere. Le operazioni di sbarco si sono concluse più o meno in un paio d’ore. Le autorità hanno comunicato la presenza, tra queste persone di 17 donne ed un minore. Pronta, come sempre, la macchina organizzativa. I volontari, la polizia municipale e la protezione civile sono in azione per garantire che i migranti siano accolti senza disagi né incidenti.

Anche questa volta i profughi non si tratterrano a Taranto ma saranno trasferiti per lo più in altre località pugliesi, ovvero Bari, Foggia e Barletta. Si sa che la nostra città dovrebbe dare accoglienza soltanto ad ottanta di loro, il minore dovrebbe essere affidato alle cure della struttura Lisippo, gestita da Don Nino. Al Palaricciardi al momento sono presenti soltanto venti dei migranti che erano sbarcati nelle scorse settimane a Taranto.

Intanto Valentino Gennarini, decano degli agenti marittimi, ci ha fatto sapere che tutti i servizi portuali, compresi quelli dell’agenzia omonima, saranno totalmente gratuiti.
”Serve una cintura sanitaria per arginare il rischio”. Così, lo riferisce una nota, Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap) “sul caso dei 50 migranti con scabbia e tbc che si sono allontanati delle strutture di accoglienza” intervistato da Intelligonews, quotidiano on line diretto da Fabio Torriero.

“È da un anno che segnaliamo il caso. Sono andato a Pozzallo, a Mineo, a Caltagirone, a Reggio Calabria e a Taranto per rendermi conto di persona della situazione e ho cercato di far comprendere all’opinione pubblica che noi possiamo fare tutte le scelte che vogliamo ma devono essere scelte consapevoli. Possiamo anche andare incontro a un rischio sanitario e a un collasso strutturale perché non siamo in grado di accogliere milioni di persone per esigenza di solidarietà, l’importante è che tutti lo sappiamo.
Ma se mascheriamo la verità che noi del Sap abbiamo ripetutamente denunciato sulla questione specifica, allora è un’altra cosa, è un’altra scelta. Noi abbiamo dimostrato che non esiste una cintura sanitaria perché per le persone che arrivano sono tutte richiedenti asilo, o per motivi politici o per motivi umanitari. Il punto è che non vengono ricoverati in strutture vigilate, ma in strutture aperte, non sono sottoposti alla limitazione della libertà in quanto richiedenti asilo e contestualmente non sono obbligati a sottoporsi ad accertamenti sanitari o a video-foto-segnalazione e possono circolare liberamente nel territorio sanitario – Tonelli aggiunge: – Non hanno bisogno di scappare, se ne vanno liberamente perché non sono vincolati a nulla in quanto richiedenti asilo. Vengono accolti nei Car o nelle strutture alberghiere ma non sono limitati nella libertà, cioè non sono considerati clandestini e questa è una ‘truffaldinerià giuridica, politica ed ideologica”.

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