Cronaca

“L’accoglienza ai profughi continuiamo a pagarla noi”

La vertenza delle coop


I 274 sbarcati alcuni giorni fa, ma prima ancora molte altre centinaia. Il tutto lasciato alla solidarietà di una città, di mediatori culturali, psicologi ed educatori, che oggi, venerdì 8 maggio alle 11.30 nella sede della Cgil di Taranto in via Dionisio, racconteranno la “loro” emergenza immigrati.

Un punto di osservazione – spiega il Segretario Generale della CGIL di Taranto, Giuseppe Massafra – che metterà in luce molto di più di una vertenza di lavoro. Una condizione paradossale, che proprio mentre noi discutiamo e il Governo promette è lasciata solo nelle mani di chi fa anche del suo lavoro un gesto di responsabilità e solidarietà nei confronti di questi migranti.

Scrivono i lavoratori in una lettera: “Tutti i lavoratori, nonostante non ricevano lo stipendio da 4 mesi, si prodigano al meglio che possono attingendo anche ai soldi personali o a quelli delle loro famiglie che stanno “finanziando” l’accoglienza”. E’ chiaro dunque che la vertenza di lavoro dei 39 operatori delle cooperative Salam e Fallah è solo la punta di un iceberg dell’incapacità dello Stato di dare dignità ai diritti – dice Massafra – quelli dei migranti che hanno diritto a mangiare o a ricevere le cure mediche o il sostegno necessario, ma anche quelli dei lavoratori che malgrado stiano rispondendo con responsabilità ad una emergenza umanitaria vengono proprio traditi dallo Stato che con le loro cure, le loro mani e la loro esperienza rappresentano a livello internazionale.

Le cooperative Salam e Fallah grazie ad una convenzione con la prefettura di Taranto e per conto del Ministero degli Interni assicura proprio i servizi di base destinati al Centro di smistamento del Pala Ricciardi di Taranto, ma i trasferimenti da parte dello Stato sono fermi a dicembre 2014. I 39 delle cooperative tarantine infatti dal mese di gennaio non percepiscono nessun tipo di ristoro economico e in più patiscono la scure dei decreti ingiuntivi di pagamento emessi dai fornitori.

Si tratta di una danno doppio – spiega Lucia La Penna, segretaria del Nidil Cgil – perché le cooperative non solo non riescono a soddisfare i lavoratori, ma ricevono anche i pignoramenti da parte delle imprese che ad esempio forniscono il vitto o altri servizi essenziali.

E se i 30,10 euro al giorno per migrante assistito non arrivano – dice Massafra –  vuol dire che mentre il Ministero dell’Interno non accredita le somme, tutto è affidato al buon cuore dei tarantini che in questi mesi hanno adottato i tanti migranti transitati da qui, e ai professionisti che nonostante tutto hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte. Umanità che assolve al dovere di uno Stato a dir poco disattento.

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