29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

Cronaca

Taranto, città delle vertenze. Il dramma del lavoro

Amianto e pulizie per la Marina, una mattinata di manifestazioni in città. Teleperformance, muro contro muro tra i sindacati e la multinazionale


"L'azienda farà di tutto per evitare la chiusura della sede di Taranto, ma i sindacati devono ragionare con noi su soluzioni che diano flessibilità ed efficienza".

Lo ha detto Gabriele Piva, amministratore delegato di Teleperformance Italia, in teleconferenza da Roma, intervenendo alla conferenza stampa organizzata nello stabilimento tarantino per fare il punto della situazione dopo l'allarme lanciato dai sindacati che temono la vendita del sito ionico, che occupa nel capoluogo duemila dipendenti diretti e mille a progetto. Piva ha parlato di andamento sfavorevole del mercato, difficoltà del settore non garantito da regole che mettono al riparo dalla concorrenza sleale, di scarsa produttività e di alto livello di assenteismo nella sede tarantina. Il dirigente del call center ha poi evidenziato la necessità di ridiscutere il contratto part-time, riducendo il monte ore da 33 ore settimanali a 20.

"Con il nuovo accordo sindacale – ha puntualizzato Piva- si dovranno quindi garantire turni di lavoro di quattro ore piuttosto che di sei, o in altri casi, mantenere i turni da otto ore, purchè siano spezzati, cioè intervallati da una lunga pausa pranzo. Una riduzione del monte ore che inevitabilmente comporterà una diminuzione del salario". L’azienda ha annunciato ai sindacati la volontà di procedere alla societarizzazione della sede di Parco San Leonardo a Fiumicino, cioè "di creare – è stato osservato – un nuovo assetto societario, in cui verrà confluita la sola sede di Fiumicino, con lo scorporo delle attività acquisite.

Questo ci consentirà – ha affermato Piva – di avere sul territorio almeno un’azienda in attivo e che produca utili, rispetto alla condizione attuale". Secondo i sindacati, dopo questo passaggio, la sede del call center potrebbe anche finire sul mercato.

Ed è muro contro muro, mentre in città continuano le proteste che ruotano attorno al dramma del lavoro, in tutte le sue forme.

Davanti alla sede dell’Inps, sit-in dei lavoratori interessati al ‘riconoscimento dell’amianto’, organizzato dalle segreterie provinciali Fim Fiom Uilm; in Prefettura, incontro relativo alle pulizie e la manovalanza presso gli Enti della Marina Militare; presso la sede della Cgil, gli operatori delle cooperative Salam e Fallah impegnate nel centro di smistamento immigrati del Pala Ricciardi di Taranto hanno parlato del loro essere senza stipendio da mesi.

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