Cronaca

Crack Lehman: la banca dovrà restituire 100.000 euro ad un anziano tarantino

La battaglia legale vinta dal un 86enne che aveva investito i suoi risparmi nei titoli Lehman Brothers


Aveva investito i suoi risparmi – 70.000 euro messi da parte in più di ottant’anni – in titoli Lehman Brothers. Ma quell’operazione, che gli avevano garantito essere sicura, era fallita come la banca americana il cui crack datato settembre 2008 ha scombussolato l’economia di mezzo mondo.

Un vero dramma, per un tarantino di 86 anni, che aveva perso tutto. Che però non si è arreso. Ha sfidato la banca che gli aveva consigliato “l’investimento sicuro”. Ed oggi, assistito dai legali di Confconsumatori, è protagonista di una sentenza storica, la numero 1482/2015 del tribunale di Taranto, pubblicata il 2 maggio. Il battagliero vecchietto infatti dovrà riavere i 73.000 bruciati dal crac di Lehman Brothers, oltre ad un risarcimento del danno patrimoniale quantificato in 15.000 euro.

“La causa è partita 5 anni fa – ha spiega Emilio Graziuso, avvocato che ha seguito il caso, al quotidiano La Repubblica – l’acquisto dei titoli risale al maggio del 2008. Il signore di Taranto aveva acquistato su consiglio della sua banca alcuni titoli della Lehman Brothers, che dopo appena qualche mese sono andati letteralmente in fumo facendogli perdere tutti i risparmi di una vita, appunto 73.000 euro. Il mio assistito ha provato prima a trovare un accordo transattivo con la banca attraverso lettere e diffide, ma senza risultato”.

La sentenza del 2 maggio ha dichiarato la responsabilità della banca per “violazione degli obblighi informativi”: l’istituto non avrebbe illustrato al cliente nello specifico la natura del prodotto, la sua rischiosità e il fatto che non era a capitale garantito ma poteva essere soggetto a perdite di valore. “Inoltre, ha continuato l’avv. Graziuso, il tribunale di Taranto ha annullato anche il contratto, avendo ravvisato un vizio del consenso del risparmiatore. Di conseguenza ha ordinato la restituzione dei 73.000 euro investiti più gli interessi e, fatto mai accaduto finora, ha stabilito anche un danno patrimoniale di altri 15mila euro, attraverso il ragionamento che se il signore avesse investito la sua somma in titoli sicuri avrebbe ottenuto un guadagno più o meno corrispondente a quella cifra alla data della sentenza”.

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