17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Cronaca

Dramma ex Marcegaglia, rivolta e blocchi stradali. Le foto del caos

In strada la rabbia degli 84 operai che avrebbero dovuto essere ricollocati dalla Otlec


Rivolta e blocchi stradali sul lungomare da parte degli 84 lavoratori ex Marceglia, dopo il passo indietro della Otlec.

Manifestazione sotto la Prefettura dei dipendenti di Isolaverde. Sono due della tante, troppe facce del dramma lavoro a Taranto. Gli ex lavoratori della Marcegaglia Buildtec di Taranto, che avrebbero dovuto essere ricollocati dall’azienda piemontese Otlec in base a un accordo siglato il 3 dicembre 2014 al ministero dello Sviluppo economico, hanno prima bloccato temporaneamente il ponte girevole, poi si sono radunati sotto la sede del municipio per un sit-in.

Sono 84 i lavoratori interessati, attualmente in Cassa integrazione straordinaria (con scadenza a novembre), che dovevano essere riassunti dalla Otlec, azienda che opera nella lavorazione dell’acciaio e nella produzione di cogeneratori e bruciatori, ma l’accordo per la reindustrializzazione è saltato. Una delegazione di operai e di rappresentanti sindacali è stata ricevuta dal sindaco Ippazio Stefano, a cui viene chiesto un intervento immediato per l’attivazione di un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Nello stesso momento, sotto la Prefettura manifestavano i dipendenti di Isolaverde, azienda in house della Provincia a rischio crac: un tracollo che può travolgere gli oltre 300 lavoratori interessati. La doppia manifestazione è la rppresentazione, anche ‘visiva’ di quel gravissimo dramma occupazionale che da tempo ormai colpisce il capoluogo, alle prese anche con altri fattori di crisi. Li ricorda Chiara, una nostra lettrice che ha inviato una mail a Buonasera Taranto. “Sono una mamma e una lavoratrice del call center Teleperformance”.

Da qualche giorno l’azienda ha aperto la vertenza e in buona sostanza sono due le soluzioni; o passiamo a 20 ore settimanali (con uno stipendio da 650 euro) oppure tutti a casa. Mio marito lavora alla Tct (Taranto Cointainer Terminal) è in cassa integrazione da quasi 3 anni. Il cronoprogramma dei lavori non è mai stato rispettato ed ora arriva la batosta che Tct ha spostato tutto al porto di Bari e il rinnovo della cassa integrazione per un anno a Taranto, non facendo capire quali sono le reali intenzioni di questa società. E’ da troppo tempo che viviamo una situazione di forti tensioni in casa, mentre vediamo l’Ilva salvata da ben sette decreti! Noi svolgiamo un lavoro pulito onesto, diamo il massimo per garantire ai nostri figli un tetto, cibo, istruzione così come la mia famiglia ha dato a me. Ho imparato che bisogna lottare per avere quello che desideri che nulla ti è dovuto, che tutto va guadagnato… ma adesso siamo stanchi abbiamo bisogno di certezze, quelle certezze che ci sono dovute come lavoratori onesti.

Un appello indistintamente a tutti i candidati consiglieri e ai candidati presidente della Regione: muovetevi, ve ne prego”. 

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