Cronaca

Calcio Sporco, nuova bufera. Nel mirino la Serie D

Fermato il presidente del Brindisi, Antonio Flora. Voleva il Taranto


Un nuovo scandalo è scoppiato all’alba di ieri con ben cinquanta fermi tra dirigenti, calciatori ed allenatori compresi il presidente del Brindisi Antonio Flora, suo figlio Giorgio ed i membri del CdA biancazzurro adriatico Savino Daleno e Vito Morisco, quest’ultimo direttore sportivo. L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e le indagini erano partite tramite alcune intercettazioni telefoniche rilevate su un boss della ‘ndrangheta calabrese, Pietro Iannazzo di Lamezia Terme, arrestato giovedì scorso. Da qui si sono anche rilevate diverse telefonate volte a combinare numerose partite di Lega Pro e serie D ed ora non è escluso che anche le stesse classifiche della quarta serie nazionale possano essere modificate in toto.

Le gare coinvolte, per quel che concerne il girone H, sono Monopoli-Puteolana, Brindisi-San Severo, Pomigliano-Brindisi e Fidelis Andria-Puteolana (terminata per la cronaca 7-2 per i biancazzurri di Giancarlo Favarin) e tra i calciatori iscritti nel registro degli indagati vi sono William Carotenuto del San Severo, Emanuele Marzocci e Pasquale Izzo della Puteolana. La Procura di Catanzaro, che sta indagando sulla vicenda, avrebbe preso atto di scommesse milionarie di euro su partite truccate con la complicità di calciatori stessi, allenatori, presidenti ed addirittura magazzinieri che decidevano a loro volta gli esiti delle stesse su chi doveva vincere o perdere. Un altro personaggio chiave è Fabio Di Lauro, rappresentante unico in Italia dei signori delle scommesse che investivano ed incassavano a loro volta cifre elevatissime che transitavano tramite banche turche, serbe, cinesi ed anche del nostro paese.

Ovviamente, essendo un’inchiesta ancora agli albori, necessiterà del tempo per capire a dovere la situazione nei dettagli e quindi appurare eventuali illeciti sportivi che potrebbero quindi sconvolgere e non poco i prossimi campionati sia di terza che di quarta serie. Nella C unificata in Puglia è stato coinvolto in numerose gare la compagine del Barletta (tra gli indagati anche l’ex direttore sportivo di Martina e Taranto Vincenzo Nucifora) e non vi sono dubbi che, qualora accertate le prove in modo schiacciante, potrebbero esserci enormi scossoni anche con retrocessioni d’ufficio e pesanti penalizzioni. Dopo la riapertura da parte della Procura di Cremona sui casi inerenti ad alcune gare “truccate” della stagione 2010-2011 con lo zingaro Ilievski che si è costituito dopo una lunga latitanza all’estero.

Intanto, prime multe e squalifiche per i calciatori che avevano percepito somme in nero dalla Nocerina dell’ex patron Giovanni Citarella e tra essi vi sono gli ex rossoblù Gianvito Plasmati, oggi in forza al Leyton Orient in Inghilterra, appiedato per una giornata e multato anche di 1.333 euro per aver percepito la somma di 7.250 euro in nero ed Ivano Pastore, attualmente direttore sportivo in attesa di chiamata, inibito a sua volta per venti giorni e multato della stessa cifra per aver percepito 9.453 euro sempre in nero. Per la cronaca la società campana, radiata nella scorsa stagione dal campionato della vecchia Prima Divisione dopo la famosa farsa del derby di Salerno, ha concluso la stagione attuale nel massimo campionato dilettantistico della sua regione; solo quattro anni addietro conquistò la serie B. Non solo: la Guardia di Finanza indaga sull’acquisizione dei diritti televisi.

E’ bufera. Fortissima.

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