Cronaca

Cittadella della Carità, muro contro muro

Cgil, Cisl, Uil e Ugl all’attacco del CdA: “Invece di criticare le manifestazioni bisogna pensare al piano industriale che ancora non è stato presentato”


“Le scriventi Segreterie Territoriali, stigmatizzano le dichiarazioni rese sui media dal  CdA della Cittadella della Carità soprattutto poiché non aderenti alla realtà dei fatti così come si sono composti, e assai sconcertante l’invito al confronto e alla collaborazione per risolvere le difficoltà finanziarie della Fondazione, come se le Organizzazioni Sindacali non l’avessero già chiesto, detto  e fatto , ma abbiamo ricevuto tra tante rassicurazioni,  la raccomandata con avviso di ricevimento con oggetto: “avvio di procedure per la riduzione del personale ex lege223/91( comb. disp. art. 24, art. 4 commi 2 -12, commi 1-5)” per il licenziamento di 41.5 unità produttive (lavoratori)”. E’ quanto scrivono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl ed Ugl Sanità in una lettera che conferma il muro contro muro in merito al caso Cittadella.

“La Diocesi di Taranto biasima il comportamento sindacale che con la manifestazione di protesta ‘se pur legittima’ del 15 maggio, ritarda a esclusivo svantaggio delle casse della Cittadella il processo di riordino economico” scrivono i sindacati che continuano: “In quanto al ‘un serio tavolo di confronto’ da mesi, è vero, veniamo convocati e investiti a più riprese da sermoni più o meno prolissi, ma, nessuno del CdA o della Curia, al tavolo di confronto ha portato uno straccio di piano di riordino delle attività interne ed esterne, un piano di riorganizzazione delle risorse umane, una prospettiva di impegno futuro, il famosissimo piano ‘industriale’. Ad oggi di tutto ciò non si registra nemmeno un accenno, il rilancio così tanto sbandierato nella nota stampa passa sulle sofferenze e l’agitazione  che provano i lavoratori”. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl ed Ugl Sanità aggiungono che “la manifestazione sindacale che  per ben due volte viene definita ‘pur legittima’, noi invece crediamo che sia stata ‘pur scomoda’, anziché di essere additati a ritardatari, ci saremmo aspettati di essere invitati all’avvio di un confronto serrato, partecipato ed intelligente. 

Le esternazioni emotive non vengono fatte nelle manifestazioni, manifestare un dissenso soprattutto di questa portata è un diritto sancito dalle regole dello Stato Italiano a cui le scriventi aderiscono”.

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