13 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Giugno 2021 alle 08:02:35

Cronaca

Autovelox, ecco dove sono sistemate le nuove “trappole”

Via Magnaghi, via Ancona, Cimino, San Vito: scoppia la psicosi-multe. Il comandante Matichecchia: “Non puntiamo soltanto a fare cassa”


Nuovi autovelox in città? Si tratta in realtà di contenitori per velocimetri o dissuasori di velocità, che dir si voglia. Possono contenere il tanto temuto rilevatore elettronico ma devono “spaventarci” solo quando, fermi, nei pressi di queste colonnine, vediamo dei vigili urbani.

Gli strumenti elettronici destano tanta preoccupazione forse perché siamo notoriamente, non solo noi tarantini, ma noi italiani, in genere, poco inclini a rispettare le leggi.
In altri paesi europei i limiti di velocità sono semplicemente regole cui attenersi.

Si può ribattere facilmente a chi protesta per la presenza di questi apparecchi che basterebbe tenere sotto controllo la velocità della propria auto per evitare di incorrere in multe e sanzioni.

Ricordiamoci sempre che la macchina può trasformarsi in un’arma, le statistiche raccontano di automobilisti distratti, quando non drogati o ubriachi, che ogni giorno contribuiscono a far crescere il drammatico numero degli incidenti stradali.

Fatta questa premessa, una considerazione è d’obbligo: ci sono delle strade, anche nella nostra città, a scorrimento veloce, dove i limiti stabiliti sono impossibili da rispettare.
Sembra quasi che su quelle arterie stradali, la segnaletica sia stata posizionata per suscitare l’ira e l’incredulità di chi le percorre. Quei limiti, che almeno apparentemente sembrano ridicoli, paiono invitare chi li legge a fare l’esatto contrario rispetto a quello che prescrivono.

Giusto per fare un esempio, come si fa a tenere una velocità di trenta o quaranta chilometri orari su alcuni tratti di viale Jonio? Procedere troppo lentamente non equivale in qualche caso a correre troppo?

Buonasera Taranto ha intervistato Michele Matichecchia, comandante dei Vigili Urbani di Taranto, per avere delucidazioni in merito alle zone della città interessate dalla presenza dei tanto odiati dispositivi.

Matichecchia ha segnalato, tra le altre cose, che proprio su viale Jonio, alcuni cartelli stradali con vecchi limiti di velocità, forse troppo bassi, dovrebbero essere rimossi per fare spazio alla nuova segnaletica, “riveduta e corretta”.

Per quel che riguarda invece i contenitori per i velox, provenendo da Punta Penna, se ne incontra uno all’imbocco di Via Magnaghi, così come ce n’è uno anche in viale Jonio, direzione S. Vito, nei pressi del Cocomeros. 

Il contenitore è presente anche sulla strada che collega San Giorgio a Taranto, direzione via Cesare Battisti, più o meno all’altezza del Parco Cimino. 

Ciascuna custodia, acquistata presso il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, è costata circa trecento euro, una spesa piuttosto esigua – ha precisato Michele Matichecchia – rispondendo anche alle polemiche sollevate, in merito, da qualche esponente politico. “Gli automobilisti devono rispettare il codice della strada, a prescindere dalla presenza o meno dei rilevatori di velocità o delle scocche che li contengono. Occorre inoltre tenere presente che la normativa in merito non è cambiata, per poter rilevare e notificare l’infrazione c’è bisogno della presenza non solo del rilevatore elettronico ma anche di un vigile urbano, senza il quale l’attività di rilevazione elettronica non può mutarsi in sanzione”. C’è tuttavia un’eccezione alla regola, si tratta di un decreto del Prefetto che stabilisce che su Punta Penna, sulla via per San Giorgio nei pressi di Cimino e in via Ancona possano essere rilevate infrazioni dei limiti di velocità dai soli apparecchi elettronici, che al momento non sono ancora presenti. 

Insomma, se c’è una regola del buon senso da seguire, quella regola ci dice di moderare la velocità sempre. Per la nostra incolumità e per quella degli altri.
 

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