26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 12:41:42

Cronaca

Per rubare 2mila euro, mandano in tilt la ferrovia tra Bari e Taranto. Ritardi e disagi

Ladri di rame in azione nella notte. Ritardi fino a 90 minuti, due convogli sostituti da bus. Dall'inizio dell'annp sottratti in Puglia 12 tonnellate di oro rosso


A distanza di una settimana i ladri di rame sono tornati in azione sulla linea Bari-Taranto.

Nella notte cavi elettrici sono stati sottratti tra Palagiano, Mottola e Bellavista, nel Tarantino, per un danno di circa 2mila euro. Le squadre di emergenza di Rete ferroviaria italiana hanno lavorato fino a tarda sera per sostituire i cavi e ripristinare il corretto funzionamento degli impianti.

Disagi ben più pesanti per i viaggiatori dei sette treni coinvolti che hanno registrato ritardi compresi tra i 20 e i 90 minuti. Due treni regionali sono stati cancellati e sostituiti con bus tra Palagianello e Taranto.

«La sottrazione di rame non comporta problemi di sicurezza al trasporto ferroviario – sottolinea Rfi -. La sua asportazione infatti attiva istantaneamente i sistemi di sicurezza che controllano le tecnologie utilizzate per la gestione della circolazione dei treni. La prima conseguenza è l’immediata e automatica disposizione via impedita dei segnali delle stazioni e delle linee interessate. La circolazione, gestita con particolari protocolli, è pertanto notevolmente perturbata con disservizi significativi, sia a bordo treno sia in stazione, che non si esauriscono in poco tempo. Disservizi che impattano gravemente sulla collettività con conseguenti e considerevoli ritardi, che ripercuotono inevitabilmente sui passeggeri e ledono l’immagine del Gruppo Fs Italiane».

Per contrastare il fenomeno il Gruppo Ff sottolinea l’importanza di procedere con urgenza alla costituzione del Consorzio per la tracciabilità del rame, per monitorare costantemente le transazioni della filiera del rame. Una misura richiesta con insistenza anche dal Ministero dell’Interno, da mesi allo studio dell’Osservatorio nazionale per i furti di rame.

«È evidente che solo strutture criminali organizzate, con capacità imprenditoriali elevate, possono essere in grado di stoccare, lavorare, vendere e esportare ingenti quantità di materiale» dichiara Rfi.

La società del Gruppo Fs, oltre ad aumentare in funzione preventiva il livello di attenzione, ha potenziato i controlli svolti dal personale tecnico lungo le linee maggiormente colpite. È in corso la sostituzione progressiva, nelle aree particolarmente esposte, del rame con alluminio, alluminio-acciaio e materiali alternativi, metalli e leghe meno pregiati e quindi meno appetibili per la criminalità. In alcuni casi, sono state adottate ulteriori misure di difesa, quali ad esempio l’interramento, l’isolamento del rame con la cementificazione dei cavidotti, l’impiego di recinzioni e blindature, oltre al potenziamento dei sistemi di allarme e videosorveglianza.

L’azione di controllo e prevenzione messa in atto in collaborazione con le forze dell’ordine, in particolare con la Polizia ferroviaria, ha permesso di ridurre i numeri dei furti lungo linea o nei depositi grazie ad azioni, coordinate e condivise, di prevenzione e contrasto e alla scelta degli organi investigativi di incidere sul secondo livello delle organizzazioni criminali, ossia quello della ricettazione.

In Puglia nel primo quadrimestre 2015 sono stati 63 i furti che hanno portato alla sottrazione di quasi 12 tonnellate di rame. 277 i treni coinvolti per un totale di quasi  quattro giorni di ritardo. Le tratte più critiche Ripalta-Lesina, Apricena-San Severo, Cerignola-Trinitapoli e Trinitapoli-Barletta.
 

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