15 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

L’Ilva si ferma per Alessandro. L’operaio Morricella ha ustioni sul 90 per cento del corpo

Sciopero in fabbrica a partire dalle 11


Le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) dell’Ilva di Taranto hanno proclamato lo sciopero di stabilimento a partire dalle 11 odierne per il primo turno e di otto ore per il secondo turno e quello di notte in seguito all’incidente avvenuto ieri sera in cui è rimasto gravemente ustionato un operaio, Alessandro Morricella, 35enne di Martina Franca. Morricella è ricoverato nel reparto di rianimazione del Policlinico di Bari. Il getto di ghisa bollente lo ha colpito mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’Altoforno 2.

La tuta che indossava ha preso fuoco e il lavoratore ha riportato ustioni sul 90 per cento del corpo nonostante i soccorsi siano stati tempestivi. Sul posto sono intervenuti tecnici dello Spesal (Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’azienda sanitaria locale per stabilire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme di sicurezza. La magistratura ha aperto un’inchiesta e anche l’azienda ha avviato una indagine interna. Nel documento con cui è stato annunciato lo sciopero di stabilimento per la giornata di oggi, le Rappresentanze sindacali unitarie sottolineano che “quel che è accaduto, per la sua portata, non ha precedenti e questo richiede tutti gli approfondimenti del caso per individuare le cause e valutarne i rischi. Certamente non è attribuibile alla fatalità e, senza voler cercare il capro espiatorio, è evidente che l’accaduto non potrà rimanere senza risposte”. Il nuovo “corso dell’Ilva – aggiungono le Rsu – non può iniziare con un gravissimo incidente”.

Per giovedì 11, lo Slai Cobas ha annunciato un presidio alle portinerie, mentre il Movimento civico Taranto Respira esprime “grande vicinanza all’operaio dell’Ilva Alessandro Morricella e alla sua famiglia. Non è il momento delle accuse e delle imprecazioni, ma solo del dolore e della speranza. Solidarietà a lui e ai tanti che giornalmente rischiano per uno stipendio da portare a casa”.

“Nel momento di un passaggio cruciale per i destini di questa fabbrica, devono, a nostro avviso, tornare i lavoratori ad essere protagonisti della tutela della loro salute e vita” dicono dal Partito Comunista d’Italia, sezione di Taranto, mentre il neo-consigliere regionale di Oltre con Fitto, Renato Perrini, sottolinea che “quanto accaduto non può rubricarsi come un evento accidentale rientrante nella normale casistica degli infortuni sul lavoro.  Ancorché ancora da definirsi la dinamica dell’accaduto, la tipologia di incidente lascia ipotizzare che, ancora oggi, manchino le condizioni di totale sicurezza per attività che restano ad alto rischio. Senza giri di parole, l’impressione è che la gestione commissariale stia focalizzando il proprio impegno rispetto alle problematiche di natura economico-finanziaria con minor attenzione alle questioni operative, e quindi di sicurezza”.

Infine, l’amministrazione comunale di Martina Franca esprime solidarietà ad Alessandro Morricella e alla sua famiglia per l’incidente subito. “Questi tragici avvenimenti devono portare ad una riflessione urgente e importante sull’applicazione delle norme di sicurezza sul posto di lavoro, sui controlli e sugli investimenti che possano garantire ai lavoratori di svolgere il proprio ruolo nelle migliori condizioni possibili, specie nel siderurgico tarantino dove questi incidenti sono frequenti. Ci auguriamo che l’indagine aperta dall’azienda porti all’individuazione della cause che hanno provocato la disgrazia e che, nella ricostruzione della dinamica della vicenda, siano comprese le eventuali criticità per impedire che in futuro si ripetano tali incidenti. Siamo vicini alla famiglia di Alessandro”.

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