Cronaca

Altoforni, possibile lo stop. Le indagini della Procura

Tecnici al lavoro dopo l'incidente costato la vita ad un operaio


Lo stop degli altoforni 2 e 4 dell’Ilva, chiesto dal sindacato Usb e dal comitato dei Liberi e Pensanti, potrebbe essere disposto dalla Procura di Taranto qualora emergessero concreti elementi di ‘pericolosità’ degli Afo per gli operai. E’ l’indiscrezione che filtra da via Marche, dove si lavora a tamburo battente dopo l'incidente mortale sul lavoro, la scorsa settimana, proprio all'altoforno 2 – uno degli impianti inquinanti per cui nel 2012 era stato disposto il sequestro, poi neutralizzato di fatto dal governo Monti.

Ci sono dieci indagati per omicidio colposo tra responsabili di area, di reparto e tecnici; tra questi anche il direttore dello stabilimento, Ruggero Cola, insediato dalla nuova gestione commissariale post-Riva. Nel pomeriggio l'autopsia sul corpo del 35enne Alessandro Morricella, il dipendente Ilva morto venerdì scorso – quattro giorni dopo l'incidente – a causa della gravità delle ustioni riportate. Lunedì 8 giugno Morricella era intento a misurare la temperatura della ghisa in fase di colaggio quando è stato improvvisamente investito da una fiammata e da un getto della stessa ghisa ad elevata temperatura. Lo sfortunato operaio ha riportato ustioni di terzo grado sul 90 per cento del corpo.

Oltre all'indagine della Procura, anche l'Ilva ha aperto una doppia inchiesta, mentre i commissari straordinari Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi, hanno diffuso alcuni dati relativi alla gestione dell'azienda nel periodo che va dal 21 gennaio 2015 (data di avvio dell'amministrazione straordinaria) al 30 aprile scorso. Per gli infortuni sul lavoro, l'indice degli infortuni invalidanti è passato da 34 del 2014 a 28 dei primi quattro mesi del 2015. L'indice era invece 39 nel 2013 e 42 nel 2012. Per gli infortuni indennizzati, l'indice del 2015 è 24 contro 27 del 2014, 30 del 2013 e 33 del 2012. Sceso invece a 0,8 l'indice di gravità nel 2015 contro 1 del 2014 e 2013 mentre era di 1,1 nel 2012. Inoltre, nei primi quattro mesi dell'anno 9.408 dipendenti hanno partecipato ai corsi su rischi lavorativi, attrezzature di lavoro, gestione delle emergenze, rischi di incidenti rilevanti e dispositivi di protezione individuale per un totale di 51.515 ore di formazione erogata. Infine, per l'attuazione dei lavori di risanamento previsti dall'Aia, a fine aprile l'Ilva dichiara di aver speso o impegnato risorse per 638,278 milioni di euro di cui 143,937 per l'area cokeria e 204,897 per i parchi minerali e l'area portuale.

Il caso Ilva poi è tornato in Parlamento, alla Camera dei Deputati l’on.le Gianfranco Chiarelli è intervenuto per ricordare il giovane Morricella. “E’ una morte che ci richiama a riflettere, ancora una volta, su quanto sta accadendo nella città di Taranto, e in specie nella acciaieria. Una fabbrica di cui questo Parlamento si è già occupato almeno 7 volte, producendo altrettanti provvedimenti, fino a quello che ha avviato il commis-sariamento dell’azienda. Questa ennesima morte sul lavoro è avvenuta nel contesto di una gestione pubblica dello stabilimento, immaginata per offrire alla città e ai lavoratori, condizioni di maggior sicurezza,  di miglioramento ambientale, di rilancio occupazionale. Non è certo il momento delle polemiche, ma non possiamo sottrarci dal registrare come quanto immaginato non si sia ancora tradotto, al momento, in fatti concreti”.

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